22 Settembre, 2026 Cesenatico
Roberto Buda: “Non si strumentalizza la mafia per screditare la minoranza”

Imu sulle piattaforme, Roberto Buda pungola Gozzoli: “Il primo a non crederci…”

La sentenza della Cassazione che obbliga Eni a versare 3,8 milioni di IMU sulle piattaforme riaccende un capitolo decisivo della recente storia amministrativa di Cesenatico. A riaprirlo, con la forza dei documenti e dei verbali, è l’ex sindaco Roberto Buda che, in un post social pubblicato nel tardo pomeriggio di ieri, ha ricostruito i passaggi che nel maggio 2016 portarono alla caduta della sua maggioranza e al successivo commissariamento del Comune. 

“In questi giorni – scrive Buda – facendomi del male, sono andato a rileggermi il verbale del Consiglio Comunale del 23 maggio 2016 in cui 10 consiglieri votarono contro al ‘bilancio di previsione’ facendo così cadere la nostra maggioranza. A seguito di quel Consiglio Comunale, come noto, arrivò al mio posto il Commissario. Il motivo per cui votarono contro era il fatto che l’IMU delle piattaforme, secondo loro, non doveva essere messa a bilancio. Matteo Gozzoli (allora era consigliere di minoranza) fece questa dichiarazione in quel Consiglio Comunale: ‘… se Eni, come quasi certamente avverrà, non verserà quelle risorse, non sono in pericolo solo gli eventi, ma vi rendete conto di quello che state dicendo?”. Da questa dichiarazione emerge chiaramente che il Pd non credeva assolutamente che quelle risorse sarebbero entrate”. 

“Vorrei ricordare – prosegue l’ex sindaco – che, prima di quel famoso Consiglio Comunale, vi era stata una sentenza della Cassazione in cui si sanciva che ENI era tenuta a versare l’IMU e in cui si indicava la modalità attraverso cui i comuni dovevano chiederla. Cesenatico fu uno dei pochi comuni italiani che, con lungimiranza, seguì da subito le indicazioni indicate in quelle sentenze. Che la procedura fosse corretta lo certificava anche il fatto che il Ragioniere Capo ed i revisori dei Conti diedero pare favorevole a quel bilancio di previsione ed anche che il Commissario in seguito lo approvò esattamente come era stato da noi presentato in Consiglio Comunale”. 

“ENI si è trovata quindi costretta a versare quelle risorse – prosegue il post di Buda – e su una parte addirittura non ha presentato neppure ricorso. La nostra decisione di mettere quelle risorse in quel bilancio ha dato anche maggior forza al Comune nel replicare ai ricorsi che ENI ha fatto su una parte degli accertamenti. Purtroppo non tutti i consiglieri capirono cosa c’era in ballo e la mia maggioranza cadde su una delle scelte più lungimiranti della nostra amministrazione!”. 

“Più ci penso – prosegue – e più mi rendo conto che tutto ciò è stato veramente paradossale. Che peccato! Sono contento però che adesso quei soldi siano nelle casse del Comune. Ancora oggi gira la voce che fummo commissariati perchè incapaci ad amministrare. Come vi ho raccontato questo è falso. Fummo commissariati – conclude Buda – perché 10 consiglieri comunali votarono contro ad una scelta che guardava al futuro di Cesenatico. Oggi lo possiamo dire con ancora più certezza!”. 

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