22 Settembre, 2026 Cesenatico

In campo contro le detenute di Rebibbia: tra le protagoniste anche una mamma di Cesenatico

Nel tardo pomeriggio di lunedì, a Roma, il rettangolo di gioco del più grande istituto penitenziario femminile d’Europa si è trasformato in un ponte simbolico tra “dentro e fuori”. 

La Nazionale di Miss Mamma Italiana, capitanata dalla forlivese Barbara Semeraro, ha affrontato la selezione delle Mamme e Donne recluse a Rebibbia. Tra le azzurre anche una rappresentante della Riviera, Alessandra Radice di Cesenatico, che con energia e sorriso ha portato in campo l’abbraccio della sua città.

La gara, diretta dal giornalista cesenate Davide Buratti, è finita 7–3 per la squadra delle detenute. Per la Nazionale Mamme Miss è arrivata la tripletta della sarda Rosa Deriu, mentre i legni (tre pali e una traversa) hanno negato un risultato più equilibrato. Ma il tabellino, come sempre in questa manifestazione, resta un dettaglio ornamentale: la vittoria vera è stata l’abbraccio finale, i complimenti reciproci e la consapevolezza che lo sport può restituire dignità, fiducia e una possibilità di ripartenza.

La “Partita del Sorriso” – organizzata dalla direzione del carcere, da Te.Ma Eventi di Paolo Teti e dall’associazione culturale Le Arti di Atena – ha affiancato al calcio un gesto concreto: grazie alla generosità di tante persone e degli amici di “Miss Mamma Italiana” sono stati consegnati circa cinquanta scatoloni di abbigliamento invernale, prodotti per la cura personale e capi per i bambini 0–3 anni che vivono in istituto con le loro madri. Un contributo prezioso per molte donne che non possono contare su aiuti esterni.

Alla cerimonia d’avvio il calcio d’inizio è stato affidato alla direttrice Nadia Fonata. In campo, con Radice, anche Patrizia Verlicchi (Ravenna) e Maria Decorato (Forlì). L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di numerosi Comuni romagnoli e marchigiani e la collaborazione della Cooperativa Operatori di Spiaggia di Rimini e dell’associazione Osa.

Rebibbia ospita 380 donne: per qualche ora, grazie a una partita speciale, non detenute ma calciatrici, madri, donne. Anche Cesenatico c’era, con il suo tifo silenzioso, nella corsa verso una seconda possibilità.

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