22 Settembre, 2026 Cesenatico

“In un attimo mi ha strappato lo zaino ed è sparito nel buio”

Un rientro come tanti, il silenzio di una zona residenziale quasi vuota in inverno, poi un’ombra e quei pochi secondi che ti cambiano la percezione della sicurezza. È ancora scossa ma lucida Giorgia — nome di fantasia — la donna 50enne aggredita giovedì sera nel parcheggio del suo condominio nel cuore di Cesenatico. Il suo è un racconto preciso, segnato dallo spavento, ma anche dalla volontà di chiarire cosa è successo davvero.

Giorgia, partiamo dall’inizio: cosa è accaduto quella sera?
Era circa l’ora di cena. Sono rientrata e ho parcheggiato nel cortile interno del mio condominio che si trova in una strada tra viale Trento e viale Roma. Avevo le chiavi di casa in mano e uno zaino sul braccio. Il tempo di girarmi per avviarmi verso la porta e mi è comparsa davanti una figura. È stato un lampo.

Che cosa è riuscita a vedere?
Praticamente nulla. Solo una sagoma, probabilmente un uomo per altezza e corporatura. Vestito scuro, con un giaccone e il cappuccio. Non ho visto il volto nè il colore della pelle, non ho sentito la voce. In un secondo mi ha strappato lo zaino ed è scappato.

Ha reagito?
No, non ho fatto in tempo. Non sono neppure riuscita a urlare. È successo tutto così in fretta che ho realizzato solo dopo. Mi sono appoggiata un attimo a terra per lo spavento, poi mi sono rimessa in piedi.

Ha riportato ferite?
Solo qualche escoriazione al polso per lo strattone, niente di grave. Più che altro è stato lo shock.

Cosa conteneva lo zaino?
Solo oggetti personali senza valore. Le cose importanti le avevo addosso, quindi da quel punto di vista mi è andata bene.

Cosa ha fatto subito dopo?
Sono risalita in auto e sono andata a chiedere aiuto. Sono passata dal Comando della Polizia Locale, ho visto le luci accese, ho suonato, ma non mi ha aperto nessuno. Alla fine mi sono recata dai Carabinieri, dove ho sporto denuncia.

Cosa le hanno detto?  

Il comportamento dei Carabinieri è stato inappuntabile, sia dal punto di vista umano che professionale. Sono stati precisi, attenti, premurosi. Mi hanno fatta calmare, ascoltata con grande cura e, quando – dopo la denuncia – dovevo rientrare a casa, uno di loro, vedendomi visibilmente spaventata, mi ha accompagnata fino davanti alla porta del mio appartamento.  

Ha avuto la sensazione di essere stata seguita da qualcuno?
No, assolutamente. Durante la giornata non avevo notato nulla di strano. Proprio per questo è stato ancora più scioccante.

Secondo lei perché l’hanno aggredita proprio lì?
In questo periodo è una zona deserta e poco abitata. Ci sono punti poco visibili e accessi aperti: chi cerca un’occasione probabilmente lo sa. Forse un balordo, qualcuno che magari alloggia in un albergo diroccato lì vicino. Ma sono solo ipotesi…

Dopo un episodio così, cambia il modo di vivere la città?
Purtroppo sì. Perché ti rendi conto che può succedere ovunque, anche in un parcheggio interno del tuo condominio, in un luogo che dovrebbe essere “protetto”. Io già oggi mi muovo con più cautela: ieri sono scesa nel parcheggio, mi sono guardata intorno e sono rientrata in fretta, chiudendomi in casa. E’ una brutta sensazione. 

Lei che non è di Cesenatico, ma ci viene da quando era bambina come ha visto cambiare questa città? 

“L’ho vista cambiare in peggio purtroppo. C’è un clima generale di paura e lo dico senza voler fare allarmismo. Io parlo con amici che vivono qui e mi raccontano episodi che spesso non finiscono nemmeno sui giornali: furti, aggressioni, minacce, auto forzate, bici che spariscono. La percezione è che qualcosa sia cambiato, e non in meglio.

In concreto, cosa nota nella vita quotidiana?
Che la sera molte persone evitano di girare per strada a piedi. Si esce “a destinazione”: si va in un posto e si torna. Magari in compagnia o anche in coppia, ma mai da soli.  

Secondo lei cosa manca oggi a Cesenatico?
Non voglio fare processi, ma da cittadina acquisita dico che, durante i mesi invernali, servono più segnali di presenza: controlli, passaggi delle forze dell’ordine, attenzione anche nelle vie laterali e residenziali, non solo nei punti centrali. Qualche settimana fa ero in vacanza in Egitto e devo dire che quella sensazione di controllo e di protezione verso il turista da noi non esiste. E poi servono misure pratiche negli edifici e sulle strade: illuminazione, accessi chiusi, telecamere dove possibile. Basta poco per rendere più difficile la vita a chi cerca occasioni per delinquere. 

Cosa si sente di dire, oggi, a chi pensa “tanto non serve a nulla denunciare”?
Che non bisogna sottovalutare nulla e che denunciare serve sempre. Serve per lasciare un segno, per far emergere un problema, per dare strumenti a chi deve intervenire. Io questa intervista l’ho fatta soprattutto per questo, per evitare che in futuro qualcuno si senta come oggi mi sento io: violata, impaurita e impotente.

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