Si aggrava il bilancio dell’incendio divampato nella tarda mattinata, attorno alle 12.30, all’edicola sul lato levante del porto canale di Cesenatico. Da quanto si apprende, sono tre le persone rimaste intossicate dal fumo: Gianni Bandieri, storico titolare dei vecchi negozi Bandieri e padre del consigliere comunale della lista civica per Buda Fabio Bandieri, la figlia Tania Bandieri e la nipote.
Delicata la situazione di Gianni Bandieri: l’uomo sarebbe rimasto imprigionato nella tromba delle scale, completamente invasa da una coltre di fumo densissimo. L’intervento dei vigili del fuoco è stato decisivo: il salvataggio è avvenuto in extremis e, secondo le prime ricostruzioni, senza quell’azione rapida lo scenario avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di ben più grave.
I tre intossicati sono stati affidati alle cure dei sanitari e trasferiti all’ospedale Bufalini di Cesena per gli accertamenti e le terapie necessarie. In porto, intanto, per diverso tempo l’aria è rimasta pervasa da un fumo acre e nero, con la zona avvolta da una densa nube visibile a distanza.
Sul posto sono intervenuti polizia locale, carabinieri e vigili del fuoco; presenti anche il sindaco di Cesenatico Gozzoli e la segretaria comunale Chiara Benaglia.
L’edificio, a quanto riferito, appartiene a Sanzio Naldini, figlio dello storico gioielliere Naldini ucciso durante una rapina.
Sulle cause del rogo sono in corso verifiche: un incendio di queste proporzioni, in pieno giorno, è un episodio insolito per la città e richiede ulteriori approfondimenti.