Le tre persone rimaste intossicate ieri mattina nell’incendio che ha devastato l’edicola “Il Punto” sul porto di Cesenatico stanno decisamente meglio. Gianni Bandieri, dopo il ricovero in ospedale è stato dimesso ed è tornato a casa, così come la figlia Tania e la nipote. Bandieri resta però comprensibilmente sotto shock: sorpreso dal fumo nella tromba delle scale, ha rischiato l’asfissia da fumi e gas, e l’intervento dei vigili del fuoco è stato determinante per strapparlo a una situazione che, in pochi minuti, avrebbe potuto diventare fatale, anche in considerazione dell’età e di alcuni problemi di salute.
Ora l’attenzione si sposta sulle conseguenze strutturali del rogo. In mattinata sono attesi i tecnici incaricati di verificare l’agibilità dell’intero stabile. All’interno del negozio, secondo i rilievi dei vigili del fuoco, sarebbero state registrate temperature elevatissime (dai 600 agli 800 gradi), un dato che potrebbe aver compromesso elementi portanti dell’edificio. Al momento è stato dichiarato inagibile, oltre all’edicola, solo l’appartamento sovrastante (attualmente disabitato), ma dalle verifiche di oggi potrebbero emergere novità.
Pesanti anche i danni collaterali: nel negozio di caramelle adiacente, gestito da Roberto Mainardi, la merce risulta completamente da buttare, sciolta dal calore e annerita dal fumo. Una prima valutazione non indicherebbe lesioni alle strutture portanti del punto vendita ma – come detto – saranno necessari ulteriori accertamenti.
Sul fronte delle cause, l’edicola era stata rilevata da alcuni mesi da un cittadino del Bangladesh, che aveva appena chiuso poco prima delle 12:30 quando i vicini lo hanno avvisato che il suo negozio stava andando a fuoco. Le “esplosioni” avvertite durante l’incendio potrebbero essere state provocate da profumi contenenti alcol presenti nel locale. Esclusa la presenza di stufe o fornelli, tra le ipotesi al vaglio prende corpo quella di un cortocircuito partito da una semplice ciabatta elettrica, con conseguente innesco delle fiamme.