Tutto come previsto: la curva che fotografa l’incidenza dei casi influenzali in Romagna e nel territorio di Cesena sta salendo rapidamente verso il picco della stagione 2025/2026, con un’andatura più anticipata rispetto agli ultimi anni.
A segnalarlo è il monitoraggio settimanale dell’Asl Romagna RespiVirNet che, tra le settimane 51 e 52 (dicembre 2025), ha registrato un forte aumento delle sindromi respiratorie acute (ARI), con l’influenza stagionale ormai vicina alla massima incidenza.
Di fronte alla maggiore diffusione del virus K, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di estendere la vaccinazione gratuita a tutti i cittadini che intendono proteggersi dalle forme più acute. E le prossime giornate potrebbero portare nuove “cattive notizie”: per la settimana appena iniziata è infatti attesa un’ulteriore accelerazione. Fino al 28 dicembre i casi certificati sono stati quasi 76 mila, con tante persone costrette a trascorrere le festività a letto. I tamponi processati hanno restituito un dato netto: positivi il 49,4%, mentre il Covid, pur ancora presente, resta su livelli contenuti.
A preoccupare, però, è soprattutto la pressione sugli ospedali. Nell’intera Asl Romagna sono stati 126 i ricoveri legati all’influenza, contro 22 per Covid. L’Istituto Superiore di Sanità stima che ogni anno in Italia l’influenza e le sue complicanze provochino circa 8 mila decessi, in particolare tra over 65 e persone fragili. In Romagna, nella settimana conclusa con dicembre, 7 pazienti sono finiti in terapia intensiva per infezione respiratoria acuta: uno nel Forlivese-Cesenate, una bimba di meno di due anni. Il dato più pesante a Faenza, con tre ricoveri in intensiva: secondo l’Asl, “tutti non vaccinati”.
Proprio sul fronte vaccini, l’Asl segnala una frenata. Dal 1° gennaio è possibile accedere senza prenotazione da medici di base e ambulatori dedicati.