22 Settembre, 2026 Cesenatico

La Coop vuole chiudere la domenica: passo indietro o cambio di passo?

Dopo anni in cui l’apertura domenicale è diventata la normalità, la proposta della Coop, rilanciata dal presidente di Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive su Il Sole24Ore, suona come una discontinuità culturale prima ancora che commerciale. Non è solo una questione di orari, ma di modello di società.

Tra i pro, il più evidente riguarda il lavoro. La domenica, per definizione, è il giorno del riposo, della famiglia, della socialità non produttiva. Restituirla a chi lavora nella grande distribuzione significa riconoscere un limite al mercato, affermare che non tutto deve essere “sempre disponibile”, “sempre aperto”, “sempre acquistabile”. È anche un segnale concreto in un’epoca in cui il lavoro chiede tutele nuove, non solo salariali ma di qualità della vita. In questo senso, chiudere la domenica è un piccolo passo indietro dal consumismo e, forse, un passo avanti verso una maggiore dignità del tempo.

C’è poi il tema dei costi: il lavoro festivo pesa sui bilanci e, in una fase di calo dei volumi, ridurli può aiutare a salvaguardare occupazione e sostenibilità economica. Meglio un giorno chiuso che posti di lavoro a rischio, è il ragionamento implicito.

Ma i “contro” non sono marginali. Il primo è la libertà del consumatore: molte famiglie, soprattutto quelle in cui si lavora tutta la settimana, hanno fatto della domenica il giorno della spesa “lunga”. Togliere questa possibilità può essere percepito come un arretramento o, peggio, come un’imposizione morale. C’è poi il rischio competitivo: se la chiusura non è condivisa da tutto il settore, il cliente si sposta altrove, verso chi resta aperto o verso l’online, accelerando proprio quella trasformazione che si vorrebbe governare.

In definitiva, la proposta della Coop non è né una rivoluzione né una nostalgia. È una domanda aperta: vogliamo continuare a consumare sempre o siamo pronti a rimettere al centro il valore del tempo? La risposta non sta in un sì o in un no ideologico, ma nella capacità di trovare un equilibrio tra mercato e persone. E questo, oggi, è tutt’altro che banale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.