22 Settembre, 2026 Cesenatico

La denuncia di Tassinari: “Tentativo di censura al convegno sulla scienza”

Un confronto dedicato al rapporto tra scienza, innovazione ed Europa si è trasformato in un caso politico. È quanto denuncia la deputata Rosaria Tassinari, esponente forlivese di Forza Italia e coordinatrice regionale del partito, intervenuta ieri al convegno “La scienza e l’Europa. Quale rapporto tra scienza e innovazione?”, promosso all’auditorium Intesa Sanpaolo nell’ambito di Forlì Città della Conoscenza.

Secondo il suo racconto, una parte del pubblico avrebbe reagito con urla, proteste e mugugni nel momento in cui la parlamentare ha iniziato a rivendicare le scelte del governo sul fronte della ricerca universitaria. “Appena ho detto che volevo parlare di ciò che ha fatto il governo sulla ricerca – racconta – una parte del pubblico ha iniziato a urlare per impedirmi di parlare. Ho semplicemente ricordato che i fondi per le università sono stati incrementati di 350 milioni di euro e ho posto una domanda tecnica sul tema trattato. È incredibile il clima di prevaricazione e arroganza che si è creato.”

Per Tassinari, quanto accaduto supera il piano della polemica occasionale e tocca invece il nodo del rispetto delle istituzioni e del pluralismo. “Si è trattato di un episodio grave – sottolinea – non tanto per l’attacco personale, ma per il significato più profondo che porta con sé. In una città da sempre tollerante come Forlì e in una terra di dialogo come la Romagna, assistere a simili comportamenti è un segnale allarmante. Evidenzia che una frangia della popolazione sta diventando sempre più allergica al confronto e questo non può essere accettato.”

La deputata richiama il valore della libertà di espressione nei luoghi della cultura, ricordando come il dissenso non possa trasformarsi in tentativo di silenziare l’interlocutore. “La libertà di parola e di opinione – aggiunge – è il fondamento della democrazia. Non possiamo permettere che venga soffocata, soprattutto in contesti culturali e pubblici che dovrebbero essere il luogo del confronto e dell’apertura mentale. Queste forme di piccola arroganza muscolare qualificano chi le mette in atto, ma non possono e non devono passare inosservate.”

Da qui l’appello finale, rivolto alla comunità forlivese e romagnola: “Mi auguro – conclude – che episodi simili non si ripetano più. È necessario che il dialogo e l’ascolto reciproco tornino a essere il tratto distintivo della nostra comunità, così come lo sono sempre stati nella migliore tradizione romagnola.”

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