27 Settembre, 2026 Cesenatico

La nostalgia di Cesenatico arriva fino a Novara: “Non cancelliamo 70 anni di vacanze sociali”

A Cesenatico quest’estate le sue stanze sono rimaste vuote. E forse è proprio il silenzio di oggi a raccontare meglio quanto sia stata lunga la storia della Casa vacanze dei Comuni novaresi, una di quelle presenze che per decenni hanno fatto parte quasi naturalmente del paesaggio turistico della città.

Dal Piemonte, però, arriva ora un tentativo di non mettere definitivamente la parola fine a quell’esperienza. Il Consorzio Case vacanze dei Comuni novaresi, del quale facevano parte 142 amministrazioni – 85 del Novarese e 57 del Verbano-Cusio-Ossola – è in liquidazione dal primo gennaio. La struttura di Cesenatico, rimasta operativa fino all’estate 2025, quest’anno non ha più riaperto.

E il suo futuro sembra ormai avere una direzione precisa: l’asta. Il liquidatore Roberto Moriondo ha infatti spiegato che “è già stato effettuato un sopralluogo insieme all’Agenzia delle Entrate di Forlì”, chiamata a predisporre “la valutazione estimativa dell’immobile che precederà la vendita”.

Una pagina importante anche della storia turistica di Cesenatico rischia dunque di chiudersi definitivamente. Per oltre settant’anni queste vacanze organizzate hanno portato sulla Riviera migliaia di bambini, anziani, persone con disabilità e famiglie che, probabilmente, senza quel modello di welfare non avrebbero avuto le stesse possibilità di trascorrere un periodo al mare.

A Novara il Movimento 5 Stelle non si rassegna. I consiglieri Mario Iacopino e Francesco Renna hanno diffuso immagini che mostrano oggi la struttura in condizioni di abbandono, tra rifiuti, vecchi arredi e materiali accatastati, denunciando il rischio che alla fine di un servizio sociale segua anche il degrado del patrimonio pubblico.

I pentastellati hanno così presentato una mozione per chiedere al Comune di Novara di promuovere un nuovo progetto di vacanze sociali insieme ad altri enti locali, associazioni e Terzo settore.

Vista da Cesenatico, la vicenda ha anche il sapore della nostalgia. Perché le colonie e le case vacanze non sono state soltanto grandi edifici affacciati sull’Adriatico: hanno accompagnato un pezzo della storia della città e del turismo popolare italiano. Ora una di quelle porte è chiusa. A Novara qualcuno chiede che, magari sotto una forma nuova, possa tornare ad aprirsi.

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