La nuova inchiesta della Procura di Bologna riporta in primo piano i crimini della banda della Uno Bianca e riapre una delle pagine più oscure della storia recente dell’Emilia-Romagna. Nel mese di settembre gli inquirenti hanno interrogato Alberto Savi e Marino Occhipinti: entrambi gli ex poliziotti hanno scelto di rispondere alle domande dei magistrati.
L’indagine, avviata nel 2023 dopo un esposto dei familiari delle vittime, punta a verificare l’eventuale presenza di complici o mandanti mai individuati. La banda, attiva dal 1987 al 1994, seminò il terrore fra Emilia-Romagna e Marche, lasciando dietro di sé 23 morti, oltre cento feriti e una lunga serie di rapine, agguati e assalti.
Anche Cesenatico, come noto, entrò due volte nella geografia criminale del gruppo. Il primo episodio risale a venerdì 10 agosto 1990, nel pieno della stagione turistica. Il bersaglio fu il distributore Monte Shell: un colpo rapidissimo, compiuto sotto la minaccia delle armi, che fruttò circa un milione e mezzo di lire. Durante l’assalto una persona rimase ferita. In pochi minuti i banditi presero l’incasso e fuggirono, lasciandosi alle spalle paura, sirene e incredulità in una città affollata di villeggianti.
Quello, tuttavia, non fu l’unico passaggio della banda sul territorio. Il 20 giugno 1991 i malviventi tornarono infatti a colpire lo stesso distributore Monte Shell, questa volta tentando una nuova rapina. L’episodio avvenne appena un giorno dopo l’omicidio del benzinaio Graziano Mirri, assassinato a Cesena durante un assalto al suo impianto di viale Marconi. La sequenza restituisce il clima di angoscia vissuto allora lungo la Riviera e nel Cesenate, dove benzinai, supermercati, banche e caselli autostradali erano diventati obiettivi ricorrenti.
A distanza di oltre trent’anni, gli interrogatori di Alberto Savi e Occhipinti alimentano la speranza che possano emergere nuovi elementi. Il capitolo giudiziario è ancora aperto: la Procura vuole capire se dietro quella impressionante scia di sangue vi fossero coperture, fiancheggiatori o responsabilità rimaste nell’ombra.