Una notte di sangue e di paura che Cesenatico non ha dimenticato trova il suo epilogo giudiziario. Mohamadou Mustapha Saar, 44 anni, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi: così ha stabilito il gup Ilaria Rosati al termine del rito abbreviato, accogliendo la richiesta della pm Laura Brunelli.
Per quella notte folle di metà maggio — iniziata dopo le 23, all’altezza del bar Isole Sottovento, quando una pattuglia lo aveva fermato per un controllo — non erano bastati taser, spray e manganello. Armato di coltello, dopo aver strappato i dardi elettrificati e lanciato sampietrini e bottiglie durante la fuga verso il centro, l’uomo si era rifugiato nella veranda di un’abitazione in largo San Giacomo.
Nel corpo a corpo aveva ferito alla mano un carabiniere; i militari, dopo colpi in aria e a terra, furono costretti a sparare, centrando una gamba del fuggitivo. Una pallottola di rimbalzo ferì di striscio al piede la padrona di casa, presente ieri in aula non per chiedere soldi, ma per dire grazie a chi le salvò la vita.
I quattro carabinieri coinvolti, difesi dall’avvocato Fabrizio Briganti, otterranno 2mila euro ciascuno. Saar, assistito dall’avvocata Francesca Malengo, ha ascoltato la sentenza che chiude — almeno in tribunale — una vicenda che la città ricorda come “notte da far west”. Oggi restano i segni: la ferita, la paura e la conferma che, talvolta, per fermare la violenza serve la forza della legge.