La storia di Adelaide Fabbro, per tutti semplicemente “Dely” – raccontata nell’ultima puntata del podcast di Art Mbt – sembra uscita dalle pagine di un romanzo. Nata a Bucarest 80 anni fa e cresciuta in una famiglia legata alla Marina, arrivò a Cesenatico quasi per caso. Era fuggita da Genova, da un matrimonio che non voleva più e quella che doveva essere una tappa provvisoria della sua vita divenne invece, per sempre, la sua casa.
Qui incontrò Vittorio Boldrini, uno dei ristoratori più celebri e geniali della Riviera. Attorno ai tavoli del “Pesce Spada” prima e del “Trocadero” poi passavano personaggi famosi, imprenditori, politici e turisti facoltosi provenienti da tutta Italia. Erano gli anni d’oro della riviera romagnola, quelli in cui Cesenatico sembrava non dormire mai.
Adelaide rimase sempre al fianco di Vittorio. Gestiva i conti, seguiva l’amministrazione, cresceva le figlie e contribuiva a tenere in piedi una macchina complessa che viveva di lavoro, relazioni e passione.
Poi arrivarono gli anni più difficili. La malattia di Vittorio, quel diabete che, in segreto, lo aveva accompagnato fin dall’infanzia (“me ne accorsi quando era già troppo tardi…”), e infine la sua scomparsa ad appena 55 anni.
Fu allora che Adelaide mantenne una promessa fatta al marito sul letto di morte. Continuare. Andare avanti. Non lasciare morire quello che avevano costruito insieme.
Per farlo investì tutto. Letteralmente tutto. Un’eredità di circa tre miliardi di lire ricevuta dal precedente marito venne reinvestita nelle attività di famiglia. Soldi utilizzati per rilanciare il ristorante “Da Vittorio”, nel complesso esclusivo di Onda Marina, e per acquisire “Il Faro”, altro luogo simbolo della ristorazione cesenaticense.

Per anni la famiglia ha lavorato convinta che quegli investimenti avrebbero garantito stabilità e futuro. Poi la scoperta che ha cambiato tutto. Il complesso di Onda Marina insisteva infatti su area demaniale e quindi non sarebbe mai stato possibile acquistarlo definitivamente. Una prospettiva che, dopo 70 anni di attività, ha trasformato anni di investimenti e sacrifici in una profonda delusione.
“Ci abbiamo creduto fino in fondo – racconta Adelaide – e invece abbiamo scoperto che non sarebbe stato possibile diventarne proprietari. E così, nel maggio del 2024, abbiamo spento quell’insegna”.
Una ferita che non si è ancora rimarginata. Anche perché oggi l’incertezza si ripresenta sul Faro. La storica attività, oggi portata avanti dalle figlie Alessandra e Samuela con una formula rinnovata e di grande successo, potrebbe anch’essa essere coinvolta dagli effetti delle future gare previste per le concessioni demaniali.
Nonostante tutto, Adelaide guarda con orgoglio al percorso compiuto. Le figlie (“Il mio orgoglio”) hanno raccolto il testimone, i nipoti rappresentano il futuro e il Faro continua a essere uno dei punti di riferimento della ristorazione locale. Ma il rimpianto resta.
Non tanto per il denaro investito, quanto per l’idea che una vita intera di lavoro possa non bastare a garantire continuità a ciò che si è costruito. È questo il vero peso che si porta dentro Daly. Una donna che ha attraversato lutti, sacrifici, cambiamenti e battaglie imprenditoriali senza mai arrendersi. E che oggi, guardando il mare di Cesenatico, continua a sperare che quella storia familiare iniziata tanti anni fa possa ancora avere un futuro.