di Andrea Bazzocchi
«Spiagge già vissute, amate e poi perdute». Renato Zero, con il suo sguardo istrionico e sensibile, è riuscito a descrivere perfettamente ciò che accade durante le vacanze in Riviera: luoghi nei quali tante persone finiscono per lasciare un pezzo del proprio cuore.
Perché in spiaggia non c’è soltanto la pelle che brucia sotto il sole o il mare che accoglie chi cerca un po’ di refrigerio. C’è molto di più. La vacanza permette alla fantasia di liberarsi, crescere e mostrarsi in tutta la sua rigogliosa semplicità.
Camminando lungo la battigia è piacevole imbattersi in piccole scene capaci di raccontare quell’Italia che sa ancora godere delle cose semplici. Anzi, che riesce a trasformare ciò che appare piccolo e ordinario in qualcosa di grande.
Ci sono bambini che scavano nella sabbia una gigantesca pista sulla quale fare correre le tradizionali palline con l’immagine dei campioni. Un gioco dal sapore antico che, a Cesenatico, diventa anche un omaggio a una città che ha il ciclismo scritto nel proprio Dna.
Poco più in là un padre costruisce laboriosamente una diga insieme al figlio. Anche attraverso un secchiello, una paletta e qualche manciata di sabbia la relazione fra genitore e bambino riesce a esprimersi nelle sue forme migliori. Dentro quella costruzione ci sono dedizione, attenzione per le rifiniture, collaborazione e attesa del risultato.


Chi segnerà più gol fra quel papà e quel bambino che hanno realizzato due porte da calcio utilizzando le ciabatte da mare? Non ci è dato saperlo. Una cosa, però, è certa: entrambi hanno già centrato il gol più bello, quello della creatività e dell’ingegno rigorosamente analogico.
La spiaggia è anche il luogo nel quale nascono e si rafforzano le relazioni. Si parla, ci si confronta e ci si concede perfino il piacere di qualche sano pettegolezzo. Soprattutto nelle zone libere è facile imbattersi in autentici simposi sotto l’ombrellone, dove i discorsi più diversi prendono forma e le idee circolano insieme alla brezza marina.
La fantasia prosegue anche in acqua. Non c’è un trampolino? Nessun problema: chi ha stabilito che un materassino gonfiabile non possa trasformarsi in una piattaforma di lancio per tuffi improvvisati e risate assicurate?
E poi ci sono gli amanti della comodità, attrezzati con borse frigorifere, piatti preparati a casa e persino piccoli stendibiancheria sui quali lasciare asciugare costumi e asciugamani al sole.
È davvero bella la nostra spiaggia. Potremmo definirla “multitasking” per la sua straordinaria versatilità: luogo di gioco e di riposo, di dialogo e di silenzio, di amicizia e di famiglia. Uno spazio che continua a invitare al sorriso, alla condivisione e alla fantasia.