È un biglietto da visita che fa arrossire quello che la stazione di Cesenatico offre ai cittadini e ai turisti. In un luogo che dovrebbe accogliere migliaia di viaggiatori, si registra una sequenza imperdonabile di disservizi e incuria.
Primo fra tutti, l’ascensore destinato a persone anziane e disabili: fuori uso da oltre un mese e mezzo. Un tempo inaccettabile, che ha costretto centinaia di viaggiatori fragili a tentare la salita di una rampa di scale impossibile per molti. I gestori del bar hanno raccontato le scene quotidiane: anziani in difficoltà, persone in carrozzina lasciate senza alternative, famiglie costrette ad arrangiarsi in condizioni disumane. Un’umiliazione che si ripete giorno dopo giorno.
Alla stazione ci sono due ascensori: uno funziona, l’altro no. Ma è proprio questo secondo a creare le maggiori criticità, lasciando interi binari praticamente inaccessibili per chi non ha autonomia. Un problema grave, in una città che vive di turismo e che in estate accoglie migliaia di ospiti.
Il degrado non si ferma qui. Le aree verdi intorno ai binari sono lasciate allo stato selvaggio: arbusti che invadono i binari, cartelli coperti dalla vegetazione, segni di un’inerzia inconcepibile da parte di chi dovrebbe occuparsi della manutenzione. Un’immagine di abbandono che stride con le ambizioni di una località che vuole definirsi “perla dell’Adriatico”.
Come se non bastasse, poco dopo Ferragosto – proprio nei giorni di massima affluenza – i bagni sono rimasti chiusi perché mancava l’acqua. Cinque giorni di disagi enormi, con turisti e pendolari costretti ad utilizzare servizi alternativi.
La stazione di Cesenatico, invece di essere porta d’ingresso e simbolo di efficienza, si conferma un concentrato di incuria, disservizi e menefreghismo istituzionale. Per una città turistica, è una ferita che non può più essere tollerata.
Foto Lavoceromagnola




