Un fine settimana per rimettere al centro le voci – femminili, queer, plurali – e per leggere il presente alla luce di memorie spesso rimosse. Dal 3 al 5 ottobre Cesenatico ospita la quarta edizione del Festival De Genere, rassegna ideata e organizzata da Associazione Voce Amaranto APS. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e si terranno tra il Museo della Marineria (via Carlo Armellini 18) e il Teatro Comunale (via Giuseppe Mazzini 10) con incursioni in città tra librerie e spazi formativi.
Ad introdurre gli incontri sarà Elena Borgonzoni, grafica e fotografa che ha lavorato accanto a Luigi Ghirri e alla sorella Paola nello studio “Infinito s.n.c.”, curando mostre, libri e l’archivio del grande maestro; dal 2002 collabora con la nipote Adele Ghirri all’Archivio Eredi Luigi Ghirri.
Il varo è venerdì 3 ottobre alle 17.30 al Museo della Marineria (Sala mostre) con il saluto delle istituzioni e l’apertura dell’esposizione “La ricotta di Pier Paolo Pasolini nelle fotografie di Paul Ronald”, a cura di Antonio Maraldi.
Le immagini – molte inedite – restituiscono il set del celebre episodio del 1963 girato con il collettivo Rogopag e raccontano, attraverso lo sguardo del più importante fotografo di scena del cinema italiano, il laboratorio estetico e politico pasoliniano. La mostra sarà aperta per tutto il weekend con orari estesi.
In serata, alle 21.00, il sipario del Teatro Comunale si alza sul concerto “Ciuma & Adele”: organetto e violino tra brani originali e reinterpretazioni della tradizione, in equilibrio fra delicatezza ed energia.
Il cuore più civile del Festival si dipana tra teologia, diritti e narrazioni alternative. Adriana Valerio, filosofa e teologa, affronta “Donne nella Bibbia e nella storia della Chiesa: una questione di genere” (ore 17.30, Museo della Marineria), mettendo in luce ruoli e figure cancellati dai contesti patriarcali e restituendo autorità a protagoniste a lungo dimenticate.
In serata (ore 21.00, stesso luogo) l’islamologa Francesca Brugnola guida “Donne e Islam: figure femminili e autorità religiosa tra passato e presente”: dagli esordi dell’Islam alla contemporaneità, un percorso tra leadership, spiritualità e agency femminili oltre gli stereotipi.
Sabato 4 ottobre alle 16.00 la pastora valdese Daniela Di Carlo porta “Un mondo per tutte e tutti: la teologia queer” (Museo della Marineria). Una riflessione che scardina l’idea di “normalità” e interroga la possibilità di un cristianesimo capace di includere, non di escludere.
La mattina, alle 11.00, la libreria Cartamarea ospita “L’acchiappasogni”, letture con esercizi di consapevolezza e laboratorio creativo a cura di Rossella Mancinelli e Marina Tosi (attività gratuita dai 5 anni, su prenotazione).
La giornata conclusiva, domenica 5 ottobre, guarda alle genealogie dell’immaginario. Alle 15.30 (Museo della Marineria) gli storici dell’arte Alessandro Giovanardi e Simonetta Nicolini dialogano in “Dipanare il destino e tessere il corpo. La madre di Dio e le Antiche Dee”: icone, tessiture e simboli archetipici tra archeologia e contemporaneo per ripensare il potere creativo femminile.
Alle 17.30, nel cortile del museo, arrivano gli esiti dei laboratori partecipati: “Coro in volo” con le bambine e i bambini della primaria di Villamarina guidati da Alberto Fattori e, a seguire, “Ma se tu mi canti, mai morirò…”, viaggio vocale collettivo curato da Paola Sabbatani con studentesse e studenti dei licei di Cesenatico e Savignano sul Rubicone. Due restituzioni che mostrano come la voce, tra giochi ritmici e tecniche corali, possa diventare strumento di appartenenza e comunità.
Il cartellone si completa mercoledì 8 ottobre allo IAL Emilia-Romagna con la presentazione e proiezione del cortometraggio “ACQUA”, realizzato da EXUVIA con Associazione Voce Amaranto APS: un racconto visivo che lega ambiente, cura e relazioni. In avvicinamento al Festival, inoltre, a settembre si tengono i laboratori “Coro in volo” (a cura di Alberto Fattori) e “Ma se tu mi canti, mai morirò…” (a cura di Paola Sabbatani), pensati per preparare le restituzioni pubbliche.
Tra studi di genere e pratiche artistiche, preghiere laiche e armonie corali, il Festival De Genere conferma la propria vocazione: aprire spazi di ascolto, misurarsi con la complessità, far emergere storie che non hanno avuto abbastanza voce.
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