22 Settembre, 2026 Cesenatico

L’Autovelox è ormai la seconda “entrata” di Cesenatico

Guardando lo specchietto delle entrate principali del Comune di Cesenatico, allegato al bilancio di previsione, salta subito all’occhio una cifra: 4.570.000 euro di sanzioni per violazioni del Codice della strada nel prossimo triennio. In pratica, le multe – in larga parte generate dagli autovelox – sono diventate la seconda entrata corrente del Comune, subito dopo l’imposta municipale propria che vale circa 10,7 milioni di euro. Sopra la tassa di soggiorno, sopra i contributi statali, sopra il canone unico patrimoniale e perfino sopra il recupero dell’evasione fiscale.

È un dato che fa riflettere. Senza mettere in discussione l’importanza dei limiti di velocità e dei controlli – perché la sicurezza sulla strada non è negoziabile – è legittimo chiedersi se gli autovelox non rischino di trasformarsi, agli occhi di residenti e turisti, in una vera e propria tassa aggiuntiva, una “macchina da cassa” permanente che tiene in equilibrio il bilancio comunale.

Proprio per evitare questa deriva, dal mondo dei Comuni arriva un richiamo forte. “Gli autovelox non sono una tassa nascosta”, ha ricordato il sindaco di Imola e presidente di Anci Emilia-Romagna, Marco Panieri, a margine degli Stati generali della sicurezza stradale in Regione. “Per noi amministratori non è importante fare cassa, ma lavorare sulle infrazioni del Codice della strada. Se tutti rispettassero le regole, gli incidenti sarebbero sicuramente minori”. 

Il punto, insiste Panieri, è l’uso corretto degli incassi: “L’impegno dev’essere quello di investirli al 100% sulla sicurezza stradale: pensiamo a quanti guar-drail vetusti ci sono, a quante strade hanno bisogno di interventi, a quante segnalazioni luminose potrebbero aiutare in alcune curve”. Non solo, dunque, apparecchi che fotografano chi sbaglia, ma strade più illuminate, segnaletica chiara, attraversamenti sicuri, controlli mirati, campagne educative per giovani e neopatentati.

Ecco perché, di fronte a una previsione di quasi cinque milioni di euro di entrate da autovelox e contravvenzioni, per Cesenatico la sfida è doppia. Da un lato continuare a far rispettare le regole, riducendo velocità e incidenti. Dall’altro dimostrare con trasparenza che ogni euro incassato torna sulla strada, sotto forma di opere e interventi visibili. 

Solo così gli autovelox potranno essere percepiti non come una seconda tassa, ma come uno strumento – magari antipatico – al servizio della sicurezza e della qualità della vita in città. In fondo, chiedere che il Comune renda conto ogni anno di come vengono spesi i proventi delle multe significa trasformare un fastidio condiviso in un’occasione di sicurezza in più per tutti.

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