Sono passati cinque anni da quando, alla vigilia della tappa “Cesenatico–Cesenatico” del Giro d’Italia 2020, due grandi biglie apparvero in piazza Andrea Costa: una rosa, una gialla. Dentro, il volto e il gesto di Marco Pantani, il campione che nel 1998 unì Giro e Tour in un’estate irripetibile.
L’installazione – collocata materialmente il 10 ottobre 2020 e inaugurata tre giorni dopo – è diventata da subito un segno identitario del lungomare: un monumento pop, immediato, che parla il linguaggio dei giochi sulla sabbia e della memoria condivisa.
La scelta della biglia non fu casuale: è un simbolo romagnolo, semplice e universale, e rimanda a un’altra icona della “costellazione Pantani”, la Biglia di Imola, la sfera di 4 metri commissionata da Mercatone Uno e installata nel 2005 lungo l’A14, visibile a milioni di automobilisti. Quell’opera, firmata da Alessandra Andrini, ha trasformato un oggetto minuto in segnale stradale di emozioni; Cesenatico ne ha raccolto l’eco, riportandola a misura di piazza e di comunità.
Nel 2022 una delle due biglie fu danneggiata da vandali: la cura successiva della città ha ribadito che non è solo arredo urbano, ma racconto civile. Oggi, a cinque anni dall’inaugurazione, le biglie continuano a dire Pantani con una lingua che tutti capiscono: una biglia che rotola nella memoria, tra mare, strade e sogni a pedali.

