Ci sono leggi che tutti rispettano e altre che, con il passare degli anni, sembrano diventare quasi invisibili. A Cesenatico succede anche questo. Divieti che esistono nero su bianco, ma che nella quotidianità vengono spesso ignorati con una naturalezza tale da sembrare ormai estinti. E allora, prendendoci anche un po’ in giro, ecco una classifica delle dieci “trasgressioni” più diffuse.
Al primo posto ci sono gli scooter parcheggiati nei giardini al mare. Nei fine settimana, soprattutto nella zona del Bagno Adriatico e del Cala Romeo, le aree verdi si trasformano spesso in parcheggi improvvisati a due ruote. Non si tratta, però, solo di “scarso senso civico”. Il vero problema è che, fino ad oggi, nessuno ha mai pensato di dotare il lungomare di aree di sosta dedicate ai motorini. Esiste qualche stallo qua e là, ma del tutto insufficiente per il grande popolo delle due ruote costretto, suo malgrado, ad arrangiarsi.
Subito dietro, i parcheggi agli incroci. Quando le strisce finiscono, c’è chi lascia l’auto in curva, vicino ai cancelli o a ridosso delle intersezioni, dimenticando che il Codice della strada dice tutt’altro. Il problema? Le multe, nelle stradine interne, non scattano mai. E forse è anche giusto così perché, se gli stalli sono insufficienti, i pendolari da qualche parte la loro auto dovranno pur parcheggiarla.
Terzo gradino del podio per le Harley Davidson davanti al Caffè degli Artisti. Le grosse moto allineate sul marciapiede sono ormai un’immagine abituale, anche se il marciapiede dovrebbe restare libero. Il problema? Provate a dirglielo voi a Mario Magnani…
C’è poi una norma che molti ignorano persino esista. Il regolamento di polizia mortuaria vieta l’ingresso nel cimitero con biciclette e motocicli. Eppure sono tantissimi i ciclisti che, da oltre vent’anni, raggiungono in bici la tomba di Marco Pantani senza che nessuno ci faccia più caso.
Quinto posto per biciclette e monopattini elettrici che sfrecciano sui marciapiedi, tra pedoni costretti spesso a scansarsi. Qui, diciamo la verità, ci sarebbe anche poco da ridere, visto che le collisioni effettive o sfiorate sono ormai all’ordine del giorno. Soprattutto sul porto canale dove una legge ormai estinta per editto popolare imporrebbe ai possessori di biciclette di portarle rigorosamente a mano…
Sesta “abitudine” anche questa, sulla carta, tassativamente vietata: le biciclette legate ai pali della segnaletica stradale, trasformati in rastrelliere improvvisate. Il top qualche anno fa, quando ai giardini al mare la moda era quella di legare col lucchetto la propria bici alle opere d’arte in ferro di Tonino Guerra…
Settimo posto per i proprietari dei cani che “dimenticano” sempre più spesso di raccogliere le deiezioni o, come prevedono alcuni regolamenti comunali, di versare acqua sulle urine lasciate dagli animali. Capita ogni giorno, ma per beccarsi la multa – e non è detto – bisognerebbe portare il cane a fare i bisognini davanti al comando della Polizia Locale.
All’ottavo posto ci sono i cani di grossa taglia portati a spasso senza museruola. La normativa impone che il proprietario la abbia con sé e la utilizzi quando necessario, ma nella pratica vederla è sempre più raro (e il rischio è anche quello di beccarsi gli insulti da qualche animalista incallito).
Nono posto per il lavaggio dell’auto davanti a casa. In molti lo fanno ancora, nonostante i regolamenti comunali vietino generalmente lo scarico di acqua e detergenti sulla sede stradale. Ma quando dagli iracheni sull’Adriatica c’è troppa fila…
Chiude la classifica un fenomeno di cui a Cesenatico si parla da anni: il centro massaggi cinese di quel dato posto, che tutti conoscono, e che garantisce il classico finale “happy hand”. Sarebbe vietato, ma anche in questo caso trionfa l’idea italica del “che male fa?”.
Insomma, tra abitudini consolidate e una certa dose di tolleranza, ci sono divieti che a Cesenatico sembrano aver perso gran parte della loro forza. E forse, proprio per questo, vale la pena tornare ogni tanto a rileggerli.
