22 Settembre, 2026 Cesenatico

Leone XIV, l’abbraccio di piazza San Pietro arriva fino all’Adriatico: il Papa saluta la delegazione di Cesenatico

In una domenica densa di richiami spirituali e appelli alla responsabilità, c’è un momento preciso in cui l’orizzonte di piazza San Pietro si stringe fino a toccare le rive dell’Adriatico. È quando Leone XIV, dopo la recita dell’Angelus, scorrendo idealmente il mosaico dei pellegrini giunti “da tante parti del mondo”, pronuncia il saluto alla delegazione di Cesenatico, presente tra i 35mila fedeli radunati sotto le finestre del Palazzo apostolico. Un passaggio breve, ma tutt’altro che formale, che per i presenti diventa memoria indelebile.

Il contesto è solenne: la Chiesa celebra la Dedicazione della Basilica Lateranense, madre e guida nella fede; il Papa richiama i cristiani a sentirsi “pietre vive” della Chiesa, non spettatori ma testimoni e affida al mondo un messaggio netto: le vittime di guerra si onorano solo cessando il fuoco e impegnandosi con coraggio nelle trattative di pace. Subito dopo, la sua voce si fa vicina alle popolazioni delle Filippine colpite dal tifone, e alla cura del creato, “sora nostra madre terra”, da custodire contro sprechi e indifferenza.

Dentro questa trama di pace, cura e responsabilità, emerge il saluto alla delegazione di Cesenatico: parrocchiani, volontari, rappresentanti delle realtà ecclesiali locali che hanno scelto di mettersi in cammino verso Roma per condividere la preghiera con il Pontefice. La loro presenza non è una nota folkloristica, ma il segno concreto di una comunità viva, capace di portare in Vaticano il respiro della propria storia marinara, la devozione popolare, l’impegno nel servizio ai più fragili, nella catechesi, nelle iniziative caritative.

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