“Anche se non sei un caregiver, puoi dare una mano subito: basta poco”. L’iniziativa dell’Isola di Nicole di Cesenatico nasce da un’idea semplice, quasi banale ma potentissima quando diventa collettiva: inviare una mail – e, se si possiede una PEC, una comunicazione certificata – agli indirizzi istituzionali del Ministro per le Disabilità, usando un testo condiviso e chiaro, e chiedere a chi ci sta vicino di fare lo stesso.
Non serve essere “addetti ai lavori”, non serve conoscere ogni articolo della legge: è sufficiente leggere, capire il senso e mettere la propria firma. “Se lo fanno in tanti, non è più una richiesta isolata e diventa un segnale politico e sociale difficile da ignorare”.
Secondo l’Isola di Nicole il punto è che “l’attuale impostazione del DDL Caregiver, così come viene descritta, appare distante dalla realtà delle famiglie che vivono l’assistenza quotidiana di una persona con disabilità grave o gravissima”.
“Quando si introduce un limite ISEE molto basso, quando si prova a trasformare l’assistenza in un conteggio rigido di ore settimanali e quando si impone un tetto di reddito da lavoro quasi simbolico – si legge nella nota – si rischia di creare una legge che non riconosce la vita vera: quella di chi assiste senza turni, senza festività, senza notti libere, spesso per anni”. E c’è un altro nodo che pesa ancora di più: “Se il lavoro di cura non viene riconosciuto davvero sul piano contributivo e pensionistico, si condanna chi ha assistito h24 a ritrovarsi un domani senza tutele, senza sicurezza, con il rischio concreto di povertà”.
Per questo l’appello chiede una correzione netta di rotta: “Una legge che non umili e non escluda, che riconosca il valore sociale ed economico dell’assistenza familiare e che restituisca dignità e diritti a chi regge, spesso in silenzio, una parte enorme del welfare reale del Paese”.
Il 27 gennaio a Roma ci sarà una mobilitazione per ribadire che “una norma fatta di paletti iniqui non può passare”. Nel frattempo, il modo più semplice per contribuire è iniziare adesso: inviare la mail e farla inviare: “Una firma in più è una voce in più”.
