Si è spento ieri, all’età di 77 anni, Italo “Nacio” Venturi, il pugile che da Sant’Angelo di Gatteo seppe affacciarsi sul grande ring nazionale fino a sfidare per due volte il titolo italiano dei pesi welter. Nato il 3 novembre 1948, aveva trasformato la passione per la boxe in una vera disciplina di vita.
Cresciuto tra il mare e la campagna, con il suo carattere schivo, “Nacio” aveva trovato nella palestra e nel ring la sua vera casa. Negli anni Settanta, quando la boxe riempiva palazzetti e piazze, il suo nome cominciò a circolare ben oltre la Romagna: nel 1974 esplose al torneo di Santo Stefano a Bologna, dove, definito dagli addetti ai lavori “il guerriero di Gatteo”, mise ko Giuseppe Carbonara in un match rimasto nella memoria degli appassionati.
Da lì iniziò una scalata fatta di allenamenti duri e chilometri di corsa: ventinove incontri da professionista, sedici vittorie, un pugilato di ritmo, pressione e grande cuore, sempre nei pesi welter. Nel 1976, a Rimini, affrontò Vittorio Conte per il titolo italiano vacante dei welter, uscendo sconfitto solo ai punti; nel 1977, a Milano, sfidò il campione in carica Gianni Molesini, portandolo ancora una volta alla distanza sulle dodici riprese. Non conquistò mai la cintura, ma per chi seguiva quegli incontri era chiaro che il nostro “Nacio” apparteneva alla ristretta élite dei migliori welter italiani dell’epoca.
Fuori dal ring restava l’uomo di sempre: poche parole, tanta disponibilità. A Gatteo Mare lo si incontrava sul lungomare o al bar, pronto a scambiare un sorriso, a raccontare un aneddoto solo se glielo si strappava con un po’ di insistenza. Per i ragazzi che si avvicinavano alla boxe era un punto di riferimento discreto: non amava mettersi in mostra, ma bastava il suo esempio per insegnare cosa vogliono dire sacrificio, rispetto dell’avversario e dignità nella vittoria come nella sconfitta.
Per i Santangiolesi resterà per sempre il primo pugile professionista della storia del paese, il campione che ha rappresentato questa piccola frazione sui ring di tutta Italia. Per questo da ieri, sui social, in tanti lo hanno salutato con gratitudine e affetto: “Grazie, Italo Venturi, il tuo gancio, il tuo sguardo buono e la tua timidezza resteranno parte della memoria di questa comunità. Ora puoi finalmente riposare in pace, Nacio, mentre il gong suona l’ultima volta”.