Si è svolto oggi pomeriggio, nel Parco di Ponente, l’ultimo saluto a Martina Cortesi, la giovane donna di 34 anni morta nel tragico incidente stradale avvenuto sabato mattina lungo la Statale Adriatica. Alla cerimonia hanno partecipato tante persone, tra familiari, amici, colleghi e semplici cittadini, riuniti in un lungo e commosso abbraccio. A rappresentare le istituzioni anche l’assessore Mauro Gasperini.
È stato un funerale particolare, molto diverso dalle celebrazioni tradizionali. Nessuna chiesa e nessun rito cattolico, ma una cerimonia laica ispirata alla spiritualità celtica e immersa completamente nella natura. La bara di legno è stata appoggiata direttamente sulla terra e sull’erba, circondata da grandi foglie verdi e sovrastata da una fotografia di Martina. Poco distante, le note delicate di un’arpa celtica hanno accompagnato il raccoglimento dei presenti, creando un’atmosfera intima, sospesa e profondamente suggestiva.
Tra gli elementi simbolici della cerimonia – impresso nel santino funebre – anche il richiamo a un labirinto di pietre, formato da sassi disposti sul terreno lungo un percorso circolare. Non un vero labirinto con bivi, ma un unico cammino che conduce verso il centro e poi nuovamente all’esterno. Nelle tradizioni spirituali contemporanee viene interpretato come metafora del viaggio della vita, della ricerca interiore, del passaggio e della trasformazione. In una cerimonia funebre evoca il viaggio dell’anima e il ciclo della vita e della morte.

Il Parco di Ponente, luogo simbolico e molto frequentato di Cesenatico, ha ospitato negli anni eventi, feste e momenti di socialità, ma difficilmente si ricordava una cerimonia funebre celebrata tra i suoi alberi. Proprio questa scelta ha reso il saluto ancora più intenso e personale, lontano dalle forme consuete e forse più vicino alla sensibilità di Martina e dei suoi familiari.
Quando il feretro è stato portato lungo i vialetti del parco, tra la folla è calato un silenzio profondo. Nessuna solennità ostentata, ma lacrime, abbracci e sguardi rivolti verso quella bara posata sull’erba. Un’immagine destinata a restare impressa nella memoria di chi era presente.
Dopo la cerimonia, la salma è stata cremata e le ceneri successivamente disperse. La famiglia aveva chiesto di non portare fiori, invitando invece a destinare eventuali offerte all’Oasi Desiree Aps, associazione impegnata nella cura e nella protezione degli animali di cui Martina era stata volontaria. Un ultimo gesto d’amore per continuare a tenere vivo il suo ricordo.
FOTO ANDREA MEDRI






