Purtroppo sta accadendo proprio ciò che si poteva temere: mentre il dibattito sul lupo continua a dividere, una parte del conflitto scivola fuori dal perimetro delle regole e l’uomo comincia a “farsi giustizia” da solo. In Emilia-Romagna, nel corso del 2025, i casi di bracconaggio ai danni del lupo sarebbero una decina. Ma la cifra non è nemmeno certa, perché il fenomeno più insidioso – e più difficile da dimostrare – è la circolazione di esche avvelenate.
A dirlo è il colonnello Aldo Terzi, comandante della Legione Carabinieri Forestali dell’Emilia-Romagna, nel bilancio dell’attività dell’anno scorso: le segnalazioni sono state moltissime e i casi di bracconaggio “diversi”, ma classificare con precisione le morti è complicato quando entra in gioco il veleno.
Non si tratta solo di episodi isolati: la presenza di sostanze tossiche nell’organismo di animali selvatici è descritta come un avvelenamento “cronico”. E così può capitare che un lupo investito da un’auto presenti comunque tracce di veleno: capire quanto quell’avvelenamento abbia inciso sull’evento – o se sia irrilevante – diventa una zona grigia che rende i numeri meno solidi e, soprattutto, rende il problema più grande di quanto appaia.
I due casi certi di uccisione con arma da fuoco sono la punta emersa. Il resto rischia di restare sotto traccia, perché il veleno non colpisce solo il “bersaglio”: può uccidere altri predatori, fauna protetta, animali domestici e avvelena interi pezzi di ecosistema. È una scorciatoia brutale che nasce da paura, rabbia, frustrazione, ma produce soltanto danni: alla natura e allo Stato di diritto.
Per questo i Carabinieri Forestali, insieme alla Regione, puntano a riportare l’informazione su canali istituzionali, sottraendola al rumore dei social. Anche perché, sul piano normativo, il lupo resta ancora protetto in modo importante finché non ci sarà un adeguamento legislativo italiano.
Esistono strumenti per gestire lupi confidenti o feriti, ma il punto è un altro: se passa l’idea che “ci si arrangia”, le esche avvelenate diventano la firma peggiore di una convivenza che si spezza. E ricucirla poi è molto più difficile.