Sale la preoccupazione tra gli agricoltori romagnoli per la presenza sempre più diffusa dei lupi sul territorio. Dalle colline fino alla pianura, le segnalazioni di avvistamenti, predazioni e attacchi si moltiplicano e stanno assumendo, secondo gli operatori del settore, una dimensione non più solo agricola ma anche sociale.
In una nota, Cia Romagna riferisce di segnalazioni ormai quotidiane da parte dei propri associati, con situazioni particolarmente critiche nel Riminese – dove la pressione viene definita “molto alta” – ma anche nel Cesenate e nel Ravennate, in particolare nelle zone di San Pietro in Vincoli e Ducenta. Presenze che non si limitano più alle campagne: lupi sono stati avvistati anche in aree prossime ai centri abitati.
“Il problema è diventato sempre più frequente e importante – sottolinea l’associazione – e le criticità crescono non solo per l’agricoltura”. A preoccupare sono i danni economici, il rischio di abbandono delle aree collinari e montane e, sempre più spesso, il timore per la sicurezza delle persone.
Emblematico il caso segnalato da un agricoltore di Ducenta: il 6 gennaio, alle 14.30, almeno tre lupi erano nuovamente a ridosso dell’azienda, dopo altri avvistamenti nei giorni precedenti, con branchi di sette e tre esemplari. In zona sarebbero già state predate nutrie, animali da affezione, lepri e fagiani.
“Si lavora nei campi guardandosi le spalle – evidenzia Cia – e si esce di casa con apprensione”. Per questo l’associazione chiede di andare oltre i soli risarcimenti e di avviare una gestione attiva della fauna selvatica, capace di riportare “equilibrio tra attività agricole, tutela del territorio e convivenza con l’uomo”.