Sale la tensione sul territorio romagnolo per la presenza dei lupi, tornati al centro dell’attenzione dopo due episodi avvenuti a poca distanza e in contesti molto diversi, ma accomunati dallo stesso denominatore: l’avvicinamento degli animali ad aree frequentate e infrastrutture strategiche.
Il primo caso riguarda San Giovanni, dove negli ultimi mesi si sarebbero moltiplicati avvistamenti e segnalazioni di predazioni su animali domestici e da allevamento. A far crescere la preoccupazione è stato soprattutto un attacco avvenuto la scorsa notte in una zona molto transitata, nei pressi dell’ingresso dell’autostrada, dove un pony e un asinello sarebbero stati sbranati. La minoranza San Giovanni Viva annuncia l’intenzione di portare la questione in consiglio comunale, chiedendo misure concrete di tutela e un quadro aggiornato degli interventi possibili. Secondo quanto riferito da cittadini e associazioni, non si tratterebbe di episodi isolati: in municipio sarebbero arrivate ulteriori segnalazioni, anche da aree vicine al fiume e al cimitero.
Il secondo episodio è avvenuto a Rimini, all’interno del sedime dell’aeroporto “Federico Fellini”, dove nella mattinata del 6 gennaio sarebbero stati avvistati almeno quattro lupi. La presenza degli animali ha imposto misure immediate di sicurezza e ha portato alla cancellazione del volo per Tirana, con l’attivazione di esperti per individuare e allontanare gli esemplari senza rischi per persone e infrastrutture.
Due vicende diverse, ma che alimentano la stessa domanda sul territorio: come gestire una presenza ormai sempre più ravvicinata ai centri abitati e ai luoghi di passaggio?