22 Settembre, 2026 Cesenatico

Addio a «Maldera II», due stagioni in bianconero: quando Attilio imparò la B a Cesena

Arrivò in Romagna nell’estate del 1969, ventenne del vivaio Milan, in un Cesena che stava consolidando la propria identità in Serie B. 

Qui Attilio Maldera – per tutti “Maldera II”, in mezzo ai fratelli Luigi e Aldo – assaggiò il calcio dei grandi: debuttò in cadetteria proprio in bianconero e nell’annata 1969-70 contribuì all’11° posto finale, imparando i fondamentali del mestiere tra marcature a uomo, campi pesanti e trasferte infinite. Nel 1970-71 trovò meno spazio, in una stagione più sofferta che si chiuse al 16° posto, ma mise comunque minuti e esperienza nelle gambe. Il bilancio cesenate recita 22 presenze complessive in campionato.

Terzino affidabile, destro naturale ma adattabile in più ruoli della linea, Maldera portò al Cesena applicazione e pulizia d’intervento: non un protagonista delle cronache, bensì un ingranaggio credibile in un gruppo operaio, tipico della B di quegli anni. 

La Romagna gli diede ciò che cercava: ritmo partita, contatto con la fisicità della categoria e la certezza di poter reggere l’urto tra i professionisti. Quelle due stagioni furono il suo ponte verso l’Alessandria, dove vincerà Coppa Italia Semiprofessionisti 1972-73 e Serie C 1973-74, e poi verso il Bari, con un’altra promozione in C 1976-77. 

Conclusa la carriera al Sant’Angelo nel 1979, rientrò “a casa” al Milan per allenare le giovanili: la stessa scuola che lo aveva formato da ragazzo. Oggi, nel ricordarlo, Cesena saluta soprattutto il professionista serio che qui si è fatto calciatore: poche parole, tanta sostanza, e la consapevolezza che anche le tappe meno rumorose costruiscono una vita nel pallone.

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