Ospite martedì scorso del talk-show promosso da Adac al Grand Hotel Da Vinci, il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli ha indicato un cambio di passo: stop all’approccio politico-autoreferenziale e focus analitico sulle criticità che frenano la competitività della destinazione. “Non ci serve il bollettino del +1% ogni mese – ha esordito – serve capire chi arriva, quanto spende, che qualità cerca e come rispondiamo come sistema”.
Il cambio di passo parte dai dati. “Dopo oltre due anni di lavoro con la DMO e con le associazioni – prosegue il primo cittadino – lo strumento Benchmark e il nuovo osservatorio regionale ci consentono finalmente di leggere in modo omogeneo presenze, mercati, spesa e ritorno degli eventi finanziati anche con l’imposta di soggiorno. Ci abbiamo messo due anni per convincere associazioni e singoli imprenditori ad aderire a questo progetto di raccolta dati. Oggi vediamo i primi risultati di questo percorso e quindi possiamo cominciare a lavorare in una certa direzione. Il nostro modello attraversa un periodo di difficoltà, non possiamo più accontentarci di percezioni parziali: vogliamo misurare impatto, stagionalità, clientela estera, qualità della domanda”.
La seconda direttrice è la qualità dell’offerta: “Oggi, a fronte di circa 300 strutture ricettive – ha ricordato – abbiamo solo 21 quattro stelle. Una fotografia che racconta potenzialità e ritardi”. Gozzoli ha riconosciuto i limiti strutturali (“proprietà frammentate, lotti piccoli, margini d’intervento ridotti”), ma ha insistito sull’urgenza di alzare gli standard: servizi, accessibilità, esperienze, tecnologia, sostenibilità. “E’ inutile investire nella promozione se poi il nostro modello presenta delle criticità”.
Capitolo stagionalità. I mesi “spalla” (aprile-maggio e settembre-ottobre) crescono con costanza. “Non possiamo lasciarli soli: vanno costruiti prodotti dedicati e va tenuta aperta la filiera”, ha ammonito il sindaco, rilanciando il tema della destagionalizzazione: “Giusto puntare sui mesi centrali dell’estate – ha evidenziato – ma i nuovi trend turistici ci dicono, con chiarezza, che chi viaggia cerca anche altro”.
Il cuore del confronto ha toccato il litorale e le concessioni: “La Bolkestein – ha detto – non è un problema solo dei concessionari: riguarda l’identità balneare e la tenuta economica di tutta la città.” E, sul tema, ha confermato di essere al fianco del Governatore De Pascale che, benché criticato da una parte del Pd riminese, ha insistito sulla necessita di garantire un indennizzo a chi perderà l’attività.
Altro dossier: le colonie. “Il precedente accordo pubblico-privato che ho ereditato – spiega il sindaco – è scaduto senza gli interventi previsti, ma in questi anni il Comune ha già indirizzato 8 milioni di euro sul lungomare per stimolare recupero e qualità paesaggistica. Con la nuova legge urbanistica regionale si proseguirà selezionando interventi coerenti con il contesto e con il clima che cambia”. E, poiché durante il talk, si è tornati a parlare di Falkesteiner, Gozzoli non si è sottratto alla discussione: “La città dei prossimi 20-30 anni deve essere più resiliente: alluvioni e mareggiate non sono eccezioni, ma ormai delle costanti. Pertanto, prima di costruire opere così impattanti in una frazione così fragile come Ponente, bisogna ragionarci con senso di responsabilità”.
Sul piano della governance, il sindaco ha invocato un patto operativo tra Comune, Regione e associazioni: semplificazioni mirate, eventuali incentivi alla riqualificazione, criteri chiari per l’uso dell’imposta di soggiorno e valutazioni trasparenti degli eventi. “Promuovere ha senso se ciò che offriamo è all’altezza. E questo lo sappiamo solo confrontandoci con i dati. In ogni caso, lo schema va cambiato: prima si mette a terra qualità, poi si accende l’amplificatore della comunicazione”.