22 Settembre, 2026 Cesenatico

Medici di famiglia, in Emilia-Romagna è allarme: 1.444 incarichi vacanti

La pubblicazione dell’elenco regionale degli incarichi vacanti del ruolo unico di assistenza primaria riporta al centro del confronto politico la carenza dei medici di medicina generale in Emilia-Romagna. 

I posti scoperti sono complessivamente 1.444 nelle Ausl del territorio regionale: 127 a Piacenza, 151 a Parma, 207 a Reggio Emilia, 290 a Modena, 164 a Bologna, 38 a Imola, 110 a Ferrara, 122 a Ravenna, 140 a Forlì-Cesena e 95 a Rimini. Nelle tre province romagnole, nel complesso, i medici mancanti sono 357.

Numeri che allarmano il centrodestra in Assemblea legislativa, dove Forza Italia e Fratelli d’Italia tornano a chiedere un intervento urgente della Giunta regionale. Per i consiglieri regionali azzurri Pietro Vignali e Valentina Castaldini, la mancanza di medici sul territorio rischia di lasciare soli i cittadini proprio nel momento del bisogno, indebolendo quella presa in carico costante che rappresenta il primo presidio di cura, soprattutto per anziani, cronici e persone fragili.

Secondo gli esponenti forzisti, il problema pesa in modo particolare sulle aree montane, rurali e più disagiate, dove l’assenza di servizi essenziali come la medicina territoriale può accentuare isolamento, spopolamento e desertificazione sociale. Da qui la richiesta alla Regione di garantire “una reale assistenza sanitaria di prossimità, evitando che la riorganizzazione della sanità territoriale finisca per concentrare i servizi in poche strutture, a discapito della capillarità”. 

Anche Fratelli d’Italia parla di una vera e propria emergenza strutturale. I consiglieri regionali modenesi Ferdinando Pulitanò e Annalisa Arletti sottolineano come Modena sia oggi la provincia più colpita dell’Emilia-Romagna, con 290 posti vacanti su oltre 1.400 a livello regionale. Un dato che, osservano, “incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e che nelle zone più fragili, a partire dai comuni dell’Appennino, assume un peso ancora più rilevante”, perché il medico di base resta spesso l’unico presidio sanitario di riferimento.

Pulitanò evidenzia inoltre che in un solo anno i medici mancanti a Modena sarebbero passati da 260 a 290. Un aumento che, per FdI, certifica “il fallimento delle misure adottate finora” e il rischio concreto di lasciare scoperti interi territori, costringendo i cittadini a tempi di attesa sempre più lunghi per ricevere assistenza. Il tema, ora, torna con forza nell’agenda politica regionale.

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