22 Settembre, 2026 Cesenatico

Missiroli, tra aula e municipio: il nodo misure cautelari e il rebus dimissioni

Gennaio si annuncia come un mese decisivo per l’ex sindaco di Cervia Mattia Missiroli, 44 anni, architetto ed esponente del Pd, travolto da un’inchiesta per presunti maltrattamenti nei confronti della moglie, dalla quale è in fase di separazione.

La Procura, come noto, ha presentato nuovamente richiesta di custodia cautelare in carcere e il tribunale di Bologna ha fissato l’udienza per il 12 gennaio, quando i giudici valuteranno se accogliere la misura oppure orientarsi su soluzioni meno afflittive.

Sul fronte politico, il punto fermo è uno solo: la sera del 23 dicembre Missiroli ha comunicato l’intenzione di lasciare la poltrona di sindaco di Cervia. Ma tra l’annuncio e l’effettivo deposito delle dimissioni corre una distanza formale che, in casi come questo, diventa sostanza. Finché l’atto non viene presentato e protocollato, infatti, Missiroli resta primo cittadino a tutti gli effetti. 

Secondo quanto trapela, il deposito potrebbe avvenire il 5 gennaio; da quel momento scatterebbero i venti giorni previsti perché le dimissioni diventino irrevocabili. Facendo i conti, la scadenza cadrebbe il 25 gennaio ma, essendo domenica, slitterebbe a lunedì 26: almeno fino ad allora la sua permanenza in carica resterebbe tecnicamente possibile.

In vista dell’udienza, la difesa potrebbe produrre un documento per attestare che l’uomo avrebbe lasciato l’abitazione condivisa con la moglie e si sarebbe trasferito altrove, sostenendo così l’assenza del rischio di reiterazione. 

Le opzioni per i giudici sono sostanzialmente tre: disporre il carcere, applicare una misura alternativa (ad esempio un divieto di avvicinamento) oppure respingere ogni cautela. In quest’ultimo caso, le motivazioni chiarirebbero se mancano esigenze cautelari pur a fronte di un impianto accusatorio ritenuto credibile, oppure se il quadro delle accuse viene considerato non fondato.

Il gip, rigettando una precedente richiesta, aveva definito “complessivamente attendibili” le dichiarazioni della donna e richiamato riscontri medici e fotografici, ritenendo però che i fatti descritti non superassero la soglia del reato di maltrattamenti. La Procura, al contrario, sostiene che dagli atti emergerebbe un pericolo concreto di nuove condotte violente. Missiroli, in passato, ha sempre respinto con decisione ogni addebito.

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