22 Settembre, 2026 Cesenatico

Molo di Levante, il cantiere entra nella fase decisiva: operazioni anche sott’acqua con i sub

Il cantiere del Molo di Levante entra nella sua fase conclusiva. Dopo mesi di interventi particolarmente complessi, che hanno richiesto lavorazioni anche in immersione con personale subacqueo specializzato, l’opera di riqualificazione si avvia verso il completamento di uno degli interventi infrastrutturali più delicati degli ultimi anni per il porto di Cesenatico.

L’appalto è affidato alla ditta Pasqual Zemiro di Malcontenta di Mira (Venezia). L’investimento iniziale di 1,5 milioni di euro, finanziato per il 98% dalla Regione Emilia-Romagna, è stato successivamente incrementato di 230 mila euro attraverso due variazioni di bilancio, portando il valore complessivo dell’opera a 1,73 milioni di euro.

La prima fase dei lavori, conclusa nella primavera dello scorso anno, aveva visto la realizzazione della paratoia orizzontale e del nuovo muretto antiesondazione alto 96 centimetri. Alla ripresa del cantiere, dopo la pausa estiva, si è reso necessario affrontare una serie di criticità impreviste. Le mareggiate dell’autunno hanno infatti distrutto la pista provvisoria realizzata per consentire il passaggio dei mezzi pesanti e hanno provocato nuovi cedimenti della banchina in un tratto non compreso nel progetto originario.

Da qui la necessità di modificare il progetto in corso d’opera, introducendo un palancolato provvisorio in acciaio per proteggere il cantiere dalle onde e programmando nuove lavorazioni subacquee. Proprio sott’acqua sono emerse le maggiori sorprese: i sub hanno infatti verificato che le fondazioni storiche del molo risultavano profondamente diverse da quelle riportate nei vecchi elaborati progettuali. È stato quindi necessario realizzare nuovi collegamenti tra le strutture esistenti e quelle in cemento armato in costruzione, oltre a predisporre nuove travi di fondazione per garantire la stabilità dell’intervento.

Attualmente gli operai sono impegnati nella posa degli elementi prefabbricati che costituiranno il basamento delle nuove celle frangiflutto. Successivamente saranno installati gli elementi di elevazione e l’impalcato superiore, con il contestuale riempimento delle celle mediante massi ciclopici. L’ultima fase riguarderà infine la demolizione e la ricostruzione del tratto di banchina maggiormente danneggiato dalle mareggiate.

«Sappiamo di essere in ritardo, ma conosciamo anche la complessità di questo cantiere: praticamente in mezzo al mare, esposto agli agenti atmosferici e con lavorazioni importanti da svolgere sott’acqua», sottolinea il sindaco Matteo Gozzoli. «I tecnici comunali stanno lavorando insieme all’impresa per concludere l’intervento nel minor tempo possibile, garantendo però la qualità necessaria per un’infrastruttura così strategica per il porto e per tutta la città».

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