Domani – mercoledì (ore 20.30) – nella Sala Migliori della CGIL a Cesena (via Tito Maccio Plauto 90), si terrà un incontro pubblico con Stefania Spanò, in arte Anarkikka, illustrAutrice, vignettista e attivista femminista, per la presentazione del libro “Non chiamatelo raptus”.
L’evento promosso da Ipazia Libere Donne in collaborazione con Apeiron e CGIL Forlì Cesena e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Cesena, è dedicato alla decostruzione degli stereotipi e dei linguaggi che normalizzano la violenza maschile.
L’evento si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione sul tema della parità di genere, che comprende anche tre assemblee sindacali previste il 26 e 27 novembre presso CAC, Repa Italia e MB Mangimi, che hanno trovato la condivisione di tutte le realtà sindacali dei siti e delle imprese che hanno accolto con favore l’evento, e vedranno la partecipazione straordinaria di Stefana Spanò autrice di Anarkikka.
Stefania Spanò – illustrAutrice, vignettista, copywriter e attivista femminista – attraverso illustrazioni e campagne sociali dal 2009, racconta diritti negati, violenza, discriminazioni e stereotipi con uno sguardo ironico e tagliente capace di rendere visibile anche il dolore, stimolando riflessioni e consapevolezza. Ha pubblicato, tra gli altri, Smettetela di farci la festa(2021), Santa, maDonna (calendario 2024) e Non chiamatelo raptus (2024), tutti di sua scrittura e illustrazione. Ha realizzato copertine e illustrazioni per Einaudi e campagne diffuse su larga scala come “Se ti ama troppo, non ti ama affatto” e “Fuori servizio. Quando il lavoro si guasta”. Il suo impegno è stato riconosciuto con l’Award Differenza Donna (2022) e il Premio Cambiare di Dire Fare Cambiare APS (2024).
Per le associazioni promotrici, l’evento con Anarkikka rappresenta un’occasione per unire riflessione culturale, strumenti di prevenzione e consapevolezza collettiva, coinvolgendo anche i luoghi di lavoro. Licia Aguzzoni, Presidente di Ipazialiberedonne afferma: “Siamo nate per difendere i diritti delle donne e contrastare un arretramento culturale che ancora oggi produce violenza e disuguaglianza. Crediamo sia essenziale promuovere, nel territorio e nei luoghi di lavoro, una cultura della parità che permetta a ogni donna di sentirsi libera, sicura e riconosciuta”.
Barbara Monachesi, Responsabile di Apeiron aggiunge: “Il nostro sogno è un mondo in cui donne e uomini abbiano pari dignità e possibilità. Anche nel nostro Paese persistono discriminazioni profonde, e per questo continuiamo a lavorare senza limiti, insieme a volontari e sostenitori, per diffondere una cultura che liberi dai ruoli imposti e permetta alle donne di realizzare pienamente il proprio potenziale”.
In Italia la violenza contro le donne rimane un’emergenza strutturale. Secondo i dati ISTAT più recenti, quasi una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita e oltre il 13% delle lavoratrici ha dichiarato molestie sul lavoro e oltre l’80% dichiara di aver subito una forma di discriminazione in base al genere.
A livello locale, il mercato del lavoro mostra una forte disparità: nella provincia di Forlì-Cesena il tasso di occupazione femminile supera il 72%, ma il divario retributivo annuo tra uomini e donne arriva al 32%, segnale di carriere più discontinue, minori opportunità e di un carico di cura ancora sproporzionato. Le analisi emerse confermano che la disparità non è solo culturale, ma profondamente strutturale: part-time imposti, ostacoli alla carriera, scarsa rappresentanza nei ruoli decisionali, carenza di servizi e una divisione del lavoro di cura che grava quasi esclusivamente sulle donne.
Secondo Maria Giorgini, Segretaria Generale CGIL Forlì Cesena, ridurre questo divario “non è solo una questione di equità, ma una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale. Un maggiore impiego stabile delle donne porta crescita del PIL, migliore qualità dei servizi e maggiore benessere collettivo”.
Per dare concretezza a questo cambiamento, Giorgini indica tre priorità: potenziare i servizi pubblici per l’infanzia e per le persone non autosufficienti, essenziali per garantire reale partecipazione delle donne al lavoro; rafforzare i percorsi formativi (scuole, università, imprese) per ridurre stereotipi e favorire l’accesso ai settori e alle carriere più qualificate; costruire un coordinamento permanente tra istituzioni, sindacati, imprese e parti sociali, capace di promuovere politiche condivise contro il gender gap.
L’iniziativa del 26 e 27 novembre rappresenta quindi un impegno collettivo tra associazioni, sindacato e istituzioni “per promuovere consapevolezza, prevenzione e strumenti concreti contro la violenza e per costruire una reale parità di genere nel lavoro e nella comunità”.
La cittadinanza è invitata a partecipare all’incontro pubblico del 26 novembre alle ore 20.30 presso la sede della CGIL a Cesena.