Non giriamoci tanto attorno: non siamo più capaci a proteggere i nostri anziani. L’ultimo episodio – una donna di 79 anni di Gatteo Mare caduta nel classico trucco della “informazione farlocca” (“signora, mi sa dire dov’è la via…?” e, mentre si distrae, la borsa sparisce) — è solo la punta dell’iceberg. E il copione è sempre lo stesso: vittime scelte perché più fragili, reazioni rallentate, fiducia nel prossimo sfruttata come arma. Intanto, in certe aree, i furti si moltiplicano con il parcheggio dell’Iper Rubicone trasformato, di fatto, in un teatro stabile di predoni.
È comodo illudersi che bastino le campagne di sensibilizzazione. Non basta spiegare come difendersi se poi lasciamo soli i più deboli. La teoria senza pratica è scarico di coscienza. E la pratica significa presidio: pattuglie a piedi e in borghese nelle fasce critiche; videosorveglianza funzionante e monitorata in tempo reale; punti di assistenza ben visibili; allerta immediata tra forze dell’ordine, sicurezza privata e commercianti; illuminazione piena, segnaletica chiara, varchi controllati. E significa anche servizi di accompagnamento per chi esce con contanti o farmaci, navette sicure, volontari formati, numeri unici e risposte rapide quando si chiede aiuto.
Ricordiamoci cosa comporta una truffa per un anziano: non è “solo” un portafoglio rubato. È violenza psicologica. È la frattura della fiducia, l’ansia di uscire di casa, il senso di vergogna che chiude la bocca, la depressione che si affaccia e toglie autonomia giorno dopo giorno. Ogni raggiro non colpisce una singola persona: erode il tessuto di una comunità.
Smettiamola di contare gli episodi e cominciamo a misurare le azioni. Individuati i perimetri dove i colpi sono “quasi quotidiani”, è inaccettabile non sviluppare antidoti efficaci. Se non mettiamo uomini, tecnologia, organizzazione e responsabilità laddove si ruba, stiamo accettando che accada. E questo ha un nome: rinuncia. Rinunciare a proteggere i nostri nonni significa rinunciare a ciò che siamo. E questo, davvero, non possiamo permettercelo.