Farmaci da banco sì, ma con testa. È il cuore della campagna europea “I farmaci non sono caramelle”, promossa dalla rete delle agenzie dei medicinali (HMA) e rilanciata in Italia da Aifa. L’obiettivo è semplice e cruciale: ricordare che i prodotti acquistabili senza ricetta – in farmacia, parafarmacia e grande distribuzione – non sono innocui per definizione. Un impiego scorretto può causare effetti indesiderati seri, interazioni, fino a forme di abuso e dipendenza.
Il presidente Aifa Robert Nisticò lo ha sintetizzato con chiarezza: i farmaci di automedicazione sono utili, ma vanno usati “in modo responsabile”; non sono caramelle, hanno sempre un rapporto beneficio–rischio. Prima di assumerli, serve leggere confezione e foglietto, rispettare dosi e durata, e in caso di dubbi o mancato miglioramento chiedere il parere del medico o del farmacista.
Il tema tocca da vicino i cittadini: nel 2023 in Italia la spesa per l’automedicazione ha superato i 3 miliardi di euro, con ibuprofene, diclofenac e paracetamolo tra i principi attivi più acquistati. Numeri che spiegano perché l’iniziativa avrà un capitolo locale anche a Cesenatico: nelle prossime settimane il messaggio della campagna sarà rilanciato nelle farmacie e parafarmacie del territorio, con locandine, pieghevoli e consigli al banco, e con momenti informativi che coinvolgeranno scuole, associazioni e centri sportivi. Il Comune e gli operatori sanitari locali stanno lavorando per coordinare materiali e appuntamenti così da portare la sensibilizzazione nei luoghi di vita quotidiana.
Il focus sarà su cinque azioni pratiche:
- leggere sempre il foglietto illustrativo;
- non superare dosi e tempi;
- evitare mix con altri farmaci o alcol senza consiglio professionale;
- attenzione per bambini, anziani, cronici e in gravidanza;
- parlare con il farmacista/medico ai primi segnali di effetti indesiderati.
Per Cesenatico l’arrivo della campagna è un’occasione di educazione sanitaria diffusa: un invito a curarsi meglio, a scegliere l’automedicazione consapevole e a valorizzare il ruolo dei professionisti del territorio. Perché la salute comincia da informazioni chiare e da un gesto semplice: chiedere prima di prendere.