Sono passati novantotto anni da quel 21 giugno 1928 in cui l’Orchestra Casadei debuttò ufficialmente al Dancing Rubicone di Gatteo Mare. Una data che coincide oggi con la Festa della Musica e che rappresenta uno dei momenti fondativi della tradizione musicale romagnola.
A ricordarlo è stata Riccarda Casadei, che sui social ha celebrato il compleanno dell’orchestra nata grazie a Secondo Casadei e destinata a diventare uno dei simboli più riconoscibili dell’identità romagnola. Da quel primo concerto sarebbero infatti scaturiti decenni di successi, fino a brani entrati nella memoria collettiva come “Romagna mia” e “Ciao mare”.
Proprio nel giorno dell’anniversario arriva anche un’importante iniziativa della Regione Emilia-Romagna, che ha lanciato una vera e propria chiamata collettiva rivolta ai cittadini per recuperare e valorizzare la memoria del liscio. L’obiettivo è raccogliere fotografie, video, registrazioni audio, locandine, spartiti, copertine di dischi, programmi di sala, documenti d’archivio e perfino aneddoti personali legati alle balere e alle orchestre che hanno fatto ballare generazioni di romagnoli.
Uno scatto ingiallito di una fisarmonica sul palco, il ricordo di una nonna che conobbe il futuro marito durante un valzer, una vecchia locandina di un concerto di Secondo Casadei o il primo spartito di “Ciao mare”: ogni testimonianza potrà contribuire ad arricchire il patrimonio documentale già esistente.
Il materiale raccolto servirà infatti alla predisposizione del dossier che la Regione intende sottoporre alla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, con la prospettiva di candidare il liscio e le musiche popolari tipiche emiliano-romagnole all’inserimento nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Un percorso che guarda al futuro partendo dalle radici. Perché il liscio non è soltanto un genere musicale, ma un pezzo di storia sociale della Romagna: la colonna sonora delle estati, delle feste di paese, delle balere illuminate e degli amori nati tra una mazurka e un valzer.
E mentre l’Orchestra Casadei si avvicina al prestigioso traguardo del secolo di vita, la Romagna è chiamata a fare ciò che le riesce meglio: custodire e tramandare i propri ricordi, trasformandoli in patrimonio condiviso.