L’invecchiamento della popolazione di Cesenatico impone una riflessione sempre più urgente sui servizi dedicati alla terza età. Il tema è tornato al centro del dibattito durante l’ultimo Consiglio comunale, nel corso della discussione sul Documento unico di programmazione (DUP), quando alcuni consiglieri hanno evidenziato come le azioni previste dall’amministrazione sul fronte degli anziani appaiano ancora limitate rispetto ai dati demografici della città.
Nel confronto in aula di giovedì sera è intervenuto anche il capogruppo di Cesenatico Civica Mauro Palazzi, che ha ricordato – tra le altre cose – il lavoro affidato dal sindaco Matteo Gozzoli al consigliere Mauro Bernieri per verificare la possibilità di arrivare alla realizzazione di una nuova casa di riposo, cercando anche il coinvolgimento di investitori privati (visto che, su questo settore, non esistono finanziamenti del PNRR).
Interpellato sul tema, Bernieri spiega che il principale ostacolo è rappresentato dall’entità dell’investimento. “Per costruire una casa protetta moderna, con almeno 90 posti letto e alcuni mini alloggi destinati ai familiari o agli ospiti, servono fra i 12 e i 13 milioni di euro. È una cifra enorme e il Comune, da solo, non è nelle condizioni di affrontarla”.
Per ridurre il peso economico dell’operazione, l’amministrazione aveva ipotizzato di mettere in permuta l’area dell’attuale casa protetta di via Magrini. “Il sindaco era disponibile a questa soluzione – racconta Bernieri –. Il valore dell’area consentirebbe di abbattere il costo complessivo di circa due milioni di euro, ma rimarrebbero comunque almeno otto milioni da finanziare. Restano cifre molto elevate…”.
Negli ultimi mesi l’ex assessore ha incontrato imprenditori locali, operatori del Nord Italia, architetti e progettisti nel tentativo di costruire un’operazione economicamente sostenibile. “I contatti ci sono stati, ma il vero problema è il rientro dell’investimento. Una casa di riposo non produce ricavi immediati come un intervento residenziale. Chi investe, malgrado tariffe che si aggirano tra i 2500 e i 2800 euro mensili per ogni ospite, recupera il capitale nell’arco di circa venticinque anni e questo scoraggia molti operatori”.
Secondo Bernieri, una delle ipotesi più concrete rimane quella di individuare un terreno agricolo da acquistare a costi contenuti e successivamente trasformare in edificabile per motivi di interesse pubblico. “L’idea era pubblicare un bando per verificare la disponibilità dei proprietari a cedere un’area. Acquistare un terreno agricolo costa molto meno rispetto a comprare una colonia o un edificio esistente, permettendo di destinare la maggior parte delle risorse alla costruzione della struttura”.
Tra le soluzioni valutate figurano anche alcune ex colonie della città, sia a Levante sia a Ponente, oltre a un immobile in viale Carducci e in viale Trento” “Le abbiamo visionate tutte, ma i costi di acquisto risultano troppo elevati. Se si parte spendendo oltre un milione di euro soltanto per comprare l’immobile, il progetto perde gran parte della sua sostenibilità”.
Un altro tentativo è stato quello di coinvolgere direttamente operatori economici attraverso un avviso pubblico. “Il bando, però, è andato deserto. Ho suggerito al sindaco di riproporlo prima della fine del mandato, magari introducendo qualche elemento che possa renderlo più attrattivo per eventuali investitori”.
Bernieri sottolinea come il bisogno continui a crescere. “L’ultimo dato che ricordo parlava di circa ottanta persone in lista d’attesa, anche se il numero aggiornato è in mano ai Servizi sociali. È evidente che Cesenatico sta invecchiando e che la richiesta di posti aumenterà negli anni. Per questo una nuova casa di riposo, a questo punto, rappresenta una priorità”.
L’ex assessore, tuttavia, invita a fare i conti con la realtà economica. “Capisco perfettamente l’esigenza della città, ma senza finanziamenti pubblici importanti o senza un imprenditore disposto a sostenere un investimento di lungo periodo è molto difficile trasformare questa necessità in un’opera concreta. L’obiettivo resta quello di non fermarsi e di continuare a cercare una soluzione, perché il problema esiste ed è destinato a diventare sempre più rilevante nei prossimi anni”.