22 Settembre, 2026 Cesenatico

Nuove tutele per lavoratori con patologie gravi: ecco come cambia la “legge 104”


La 106/2025 aggiorna la storica cornice della 104/1992 alle esigenze del lavoro contemporaneo. Il cardine è il congedo per malattia grave: i dipendenti pubblici e privati con patologie oncologiche o invalidità pari/almeno al 74% possono a chiedere fino a 24 mesi di assenza, continuativi o frazionati, con conservazione del posto ma senza retribuzione. Il periodo non vale per anzianità e contributi, ma è riscattabile con versamenti volontari; resta ferma l’eventuale disciplina di contratto più favorevole. Serve certificazione del medico di base o specialista (anche tramite FSE e Sistema Tessera Sanitaria).

La tutela si estende anche agli autonomi continuativi (L. 81/2017): possibile sospensione della prestazione fino a 300 giorni per anno, nelle stesse condizioni sanitarie. Al rientro, se compatibile con le mansioni, il dipendente ha priorità nello smart working, a supporto di reinserimento e continuità terapeutica.

Dal 1° gennaio 2026 arrivano 10 ore annue di permesso retribuito aggiuntivo per visite, esami e cure frequenti dei lavoratori con patologie in fase attiva o follow-up precoce (o con figlio minorenne nelle stesse condizioni). È riconosciuta l’indennità prevista per terapie salvavita e la copertura figurativa: nel privato l’anticipa il datore con conguaglio contributivo; nel pubblico sono previste risorse dedicate anche per la sostituzione del personale scolastico.

La riforma guarda anche all’ecosistema: istituito al MUR un fondo di 2 milioni annui per premi di laurea in ambito sanitario, mentre l’INPS ottiene risorse per potenziare l’infrastruttura digitale e rendere più rapide le istruttorie.

Nel complesso, la 106/2025 sposta l’asse dalla “malattia come assenza” alla fragilità come condizione da includere: tutele più estese, flessibilità organizzativa e sostegno a ricerca e amministrazione, in chiara integrazione con la 104/1992. Per imprese e PA significa passare dalla gestione dell’assenza a politiche di benessere capaci di coniugare produttività e dignità.

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