All’alba di martedì Oliva se n’è andata. Aveva 30 anni, un’età eccezionale per un gatto, quasi un record: una vita lunghissima che, all’Oasi Désiré, sembra già leggenda. “Nata e vissuta libera, hai deciso quando andartene”, scrivono i volontari nel saluto che in queste ore sta facendo il giro di chi l’ha conosciuta.
Oliva non era un’ospite qualunque: era presenza, carattere, gerarchia naturale. “Al tuo passaggio qualsiasi animale si scansava, compresi i cani, compresi noi”, ricordano con un sorriso che fa male. Bastava un miagolio e scattava il rito quotidiano: qualcuno si alzava, qualcuno correva, qualcuno apriva una busta di pappa. “Eri una forza della natura”, dicono, e la definizione sembra troppo piccola per contenerla.
Negli ultimi giorni, a turno, i volontari sono venuti a salutarla. Ognuno con una carezza, una parola sottovoce, un minuto di silenzio. “Eri insopportabile ma ti abbiamo amato tanto”, confessano, “in particolar modo Silvia”, a cui Oliva era legata da un filo speciale, fatto di abitudini e complicità.
Oliva si è spenta “qui a casa tua, sul tuo cuscino, al caldo e coccolata”. Ora quel cuscino vuoto sul tavolo, raccontano dall’Oasi, “pesa come un macigno”. Resta il ricordo di una gatta che ha attraversato tre decenni senza mai perdere la sua regalità. E un grazie semplice, definitivo: “Grazie Oliva, compagna di vita”.