21 Settembre, 2026 Cesenatico

Oltre ai soldi per la dose il pusher pretendeva un “supplemento”

Nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cesenatico e della Stazione di Gambettola, su delega della Procura della Repubblica di Forlì, hanno eseguito più perquisizioni nell’ambito di un procedimento penale a carico di tre giovani, tutti poco più che ventenni, ritenuti presunti responsabili – a vario titolo – di rapina e spaccio di stupefacenti ai danni di un giovane assuntore della zona. 

L’indagine, coordinata dalla Procura, è nata da informazioni su una cessione di circa venti grammi di cocaina e ha consentito di ricostruire un episodio in cui, dopo un pagamento parziale, il fornitore avrebbe preteso un “supplemento”, costringendo la vittima, dapprima con minacce, a consegnare ulteriore denaro e il telefono cellulare. In un secondo momento, due complici, presentatisi come finti mediatori per il “recupero” dell’apparecchio, avrebbero aggravato le pressioni con nuove minacce e percosse, fino a indurre l’acquirente a effettuare un’operazione bancaria con trasferimento di altra somma su un conto nella disponibilità del gruppo.

Gli approfondimenti investigativi si sono concentrati sulla tracciabilità del denaro (prelievi e bonifici) e sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza: elementi ritenuti decisivi per individuare i presunti autori e tracciarne gli spostamenti. 

Secondo le ricostruzioni, sarebbero state movimentate complessivamente alcune migliaia di euro. Le perquisizioni, disposte dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Forlì ed eseguite presso i domicili dei tre indagati, hanno portato al sequestro di materiale ritenuto utile all’inchiesta e, in una delle abitazioni, al rinvenimento di un involucro contenente diversi grammi di sostanza stupefacente.

Dalle verifiche in corso emerge inoltre l’ipotesi che la banda possa aver colpito anche in altre aree del nostro territorio dove sono stati segnalati episodi dal copione simile: cessioni di droga seguite dalla richiesta di integrazioni oltre al prezzo pattuito, talora accompagnate da minacce o violenze per costringere gli assuntori a ulteriori pagamenti o alla consegna di beni personali. Gli inquirenti stanno valutando eventuali collegamenti tra le segnalazioni pregresse e l’attività dei tre indagati, allo scopo di ricostruire un possibile “filo” comune e verificare l’estensione del fenomeno tra costa e immediato entroterra.

Le indagini proseguono per definire ruoli e responsabilità dei singoli, accertare la filiera degli approvvigionamenti e prevenire nuove condotte estorsive connesse allo spaccio. 

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