Malessere, paura, rabbia. È il mix di sentimenti che serpeggia tra i cittadini delle zone rurali di Rimini e dei Comuni vicini, alle prese con quelli che definiscono “attacchi sempre più frequenti e violenti” dei lupi ad allevamenti e animali d’affezione, cani e gatti in primis. Da qui la nascita del Comitato quartiere 11 Rimini “Emergenza lupi”, creato per dare voce a quella che i promotori considerano una vera e propria “emergenza sociale ed economica”.
“Siamo di fatto segregati in casa, ostaggi dei lupi – denunciano – abbiamo paura perfino ad andare in giardino o portare i bambini a fare una passeggiata”. Gli avvistamenti si sarebbero ormai spinti oltre la Circonvallazione, lungo l’Ausa e in via Rossa, con predazioni documentate anche nell’alveo del Marecchia, che potrebbe diventare un corridoio naturale fino alla spiaggia di San Giuliano.
Il tema non riguarda solo Rimini: a Cesenatico, poche settimane fa, un lupo ha sbranato un cane, episodio che ha ulteriormente acceso la discussione sulla sicurezza dei residenti.
Il comitato chiede che anche albergatori, bagnini e operatori legati al turismo escano dal silenzio: “Non possiamo fare finta di niente, il problema riguarda campagna e città”. La richiesta è di applicare il “Protocollo sperimentale per l’identificazione e la gestione dei lupi urbani e confidenti” varato da Ispra nel dicembre 2024, per “rimuovere la minaccia”. La posizione è netta: “Dobbiamo decidere se questo territorio è dei lupi o delle persone: in queste condizioni la convivenza non è possibile”.