27 Settembre, 2026 Cesenatico

Palio Cuccagna, il giorno del “Var”: due rossi dubbi, mille opinioni e una sola certezza… alla fine va bene lo stesso! (i video)

C’è una sola cosa che, ogni anno, riesce ad arrampicarsi quasi quanto i cuccagnotti: le discussioni del giorno dopo. Perché il Palio della Cuccagna è così. Finisce sul palo, ma continua nei bar, sulle panchine, nelle chat e davanti ai filmati rallentati. E anche l’edizione 2026 ha avuto la sua personalissima “Var”, pur senza sala operativa, monitor e arbitri richiamati davanti allo schermo.

I casi finiti sotto la lente sono addirittura due. Il primo riguarda Widmer Vincenzi, autentica leggenda della manifestazione e plurivincitore, che secondo molti sabato sera aveva conquistato regolarmente la bandierina. Il secondo è quello di Rita Siroli, atleta del rione di Cannucceto arrivata a un soffio da un’impresa che sarebbe stata storica: diventare la prima donna a vincere il Palio della Cuccagna di Cesenatico.

A dare la propria lettura è Alfiero Nicolini, da tre anni giudice della manifestazione e oggi uno degli osservatori più esperti e appassionati del Palio. Sabato sera, vedendo l’azione di Vincenzi, lui senza esitazioni aveva alzato la bandiera verde.

“Io il tocco di Widmer non l’ho visto – racconta Nicolini –. Poi mi è stato spiegato che il contatto sarebbe avvenuto successivamente, durante l’ondulamento del corpo. Personalmente continuo a ritenere che quel tocco non fosse influente. Però mi è stato spiegato che negli ultimi anni il regolamento è cambiato: oggi, se durante il lancio, il concorrente torna a toccare il palo, anche dopo la presa finale, scatta comunque la squalifica. Per cui ho detto ‘potevate informarmi, ma prendo atto’…”

In sostanza, non sarebbe cambiata tanto la dinamica quanto l’interpretazione del regolamento. Una modifica che Nicolini ammette di aver appreso soltanto dopo e che oggi rappresenta il criterio applicato dai capi-squadra chiamati a decidere.

Poi c’è il caso Rita Siroli. Ed è forse quello che ha fatto discutere di più, anche perché tutti avevano la sensazione di assistere a un momento storico.

“Avrei voluto tanto che vincesse lei – confessa Nicolini –. Dopo che era stata invalidata la prova di Widmer Vincenzi ero andato da Rita, cinque minuti prima del suo tentativo, e le avevo detto che era lei l’unica che poteva farcela. Il suo tocco, però, mi è sembrato più evidente, così come quello di Andrea Manzi”. 

Sul caso Siroli rimane però una riflessione destinata probabilmente a far discutere ancora. Nei filmati il presunto contatto appare quasi all’altezza del petto, un particolare che apre anche una considerazione curiosa: se il regolamento vieta qualsiasi contatto del corpo con il palo durante lo slancio, la conformazione fisica femminile potrebbe rendere quella situazione ancora più penalizzante rispetto agli uomini. Una semplice osservazione tecnica, che inevitabilmente entrerà nelle conversazioni degli appassionati.

E poi c’è il lato più leggero della vicenda. Rita, oltre a essere una donna, è anche di Cervia. Qualcuno, inevitabilmente, ha scherzato sul fatto che a Cesenatico una cervese non avrebbe mai potuto vincere. Naturalmente è solo ironia da Palio, quella che ogni estate alimenta il sano campanilismo tra città vicine e che finisce sempre con una risata.

A chiarire ancora meglio questo piccolo giallo del giorno dopo ci pensa Simona Savini, responsabile di Visit Cesenatico e da anni una delle anime organizzative della manifestazione: “Dalla posizione in cui mi trovavo non era possibile vedere direttamente il contatto di Rita – spiega Savini –. Riguardando altri filmati, ripresi da angolazioni differenti, si può invece notare che durante lo slancio uno sfioramento c’è stato”. 

Per quanto quello “sfioramento” sia molto difficile da notare ad occhio nudo, montare una polemica, al palio di Garibaldi, è quasi impossibile: “In questa gara – precisa Savini – non ci sono giudici esterni. A decidere sono sempre i capisquadra: viene escluso naturalmente quello del rione coinvolto e gli altri nove si esprimono. Possono esserci opinioni diverse, ma vale sempre la decisione della maggioranza”. 

Il cartellino rosso, dunque, viene mostrato immediatamente. Nessuna revisione successiva, nessuna sala Var davanti agli schermi e nessun arbitro richiamato al monitor. Del resto la Cuccagna resta una manifestazione popolare, costruita insieme alle squadre e fondata su un regolamento condiviso: “Tutto si è svolto con grande sportività – aggiunge Savini –. Anche gli atleti coinvolti hanno accettato la decisione senza particolari proteste. Prima di Rita era accaduto a Widmer Vincenzi, ma anche lui ha accolto il cartellino rosso dei giudici senza battere ciglio”.

Resta la grande impresa di Rita Siroli, arrivata più in alto di qualsiasi altra donna nella storia recente della manifestazione. La prima vittoria femminile, questa volta, è sfumata per un contatto discusso. “Ma dopo quanto visto sabato sera – è l’auspicio della numero uno di Visit – sembra ormai soltanto una questione di tempo”. 

Non vi siete fatti un’opinione? Allora giudicate con i vostri occhi

GIANLUCA TONI (IL VINCITORE)

WIDMER VINCENZI

RITA SIROLI

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Immagine di Redazione

Redazione

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