22 Settembre, 2026 Cesenatico

Pandoro-gate e spacciatori, giustizia a due velocità

L’ennesimo caso Ferragni mostra un’Italia dove per i vip la macchina giudiziaria corre, mentre sui reati che toccano la vita quotidiana dei cittadini resta spesso inchiodata. A Milano la Procura ha chiesto un anno e otto mesi per Chiara Ferragni, imputata per truffa aggravata – con rito abbreviato – per il “Pandoro Pink Christmas” Balocco e per le uova di Pasqua Dolci Preziosi.

Questo nonostante l’influencer abbia già versato circa 3,4 milioni di euro tra sanzioni Antitrust, donazioni agli enti benefici e accordi con le associazioni dei consumatori sul caso pandoro e sulle uova. A Cesenatico, nello stesso Paese, il copione è l’opposto.

Dopo l’estate la città è stata colpita da una raffica di furti: appartamenti visitati più volte, auto svaligiate, attività finite nel mirino. Persone fermate e perfino trovate a rubare di nuovo, che al massimo hanno conosciuto 24 ore di cella prima del solito “torni pure a casa”. Nessun risarcimento ai derubati, nessun euro restituito. Tutto finisce in una bolla di impunità che scoraggia solo le vittime, non certo i ladri seriali.

Ancora più clamoroso il caso di chi è stato trovato con chili di droga, non con qualche grammo in tasca. Una rete di spaccio fiorente, capace di vendere morte ai ragazzini lungo la Riviera, si è tradotta in una semplice identificazione e denuncia. Risultato: l’interessato è ancora libero di muoversi come se nulla fosse, mentre i genitori continuano a chiedersi chi rifornisca i loro figli e chi protegga davvero le loro famiglie.

È in questo contesto che la richiesta di pena per Ferragni appare, agli occhi di molti, come il simbolo di una giustizia sbilanciata. Qui non si discute se l’influencer abbia sbagliato o meno: lo stabilirà il tribunale. Ma è legittimo chiedersi come mai la mano dello Stato sia così pesante con chi ha già pagato milioni e così evanescente con chi devasta la sicurezza di interi quartieri senza sborsare un centesimo.

Il sospetto, difficile da scacciare, è che quando in aula c’è un “personaggio di massa” alcune procure vedano anche l’occasione per guadagnarsi titoloni, visibilità e qualche intervista in più. Intanto, a Cesenatico come in tante città italiane, chi ruba, spaccia e semina paura continua a sentirsi intoccabile. E questo, più ancora del “Pandoro-gate”, è il vero scandalo nazionale.

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