Arriva in Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato “1%equo” per introdurre un’imposta annuale progressiva sui grandi patrimoni. Il testo, presentato in mattinata a Roma, punta a tassare la ricchezza netta superiore ai due milioni di euro, con aliquote crescenti applicate solo alla quota eccedente questa soglia.
Nel dettaglio, la proposta prevede un’aliquota dell’1% per la parte di patrimonio compresa tra 2 e 5 milioni di euro. Si sale poi all’1,7% tra 5 e 8 milioni, al 2,1% tra 8 e 20 milioni e al 3,5% sulla quota oltre i 20 milioni. Accanto alla patrimoniale, il testo prevede anche un adeguamento dell’imposta di successione alla media europea.
Secondo le stime del comitato, la platea interessata sarebbe compresa tra 200mila e 500mila contribuenti. Il gettito atteso dalla nuova imposta oscillerebbe tra 26 e 60 miliardi di euro l’anno, mentre la riforma della tassa di successione potrebbe generare ulteriori entrate tra 5,5 e 8 miliardi.
Le risorse, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbero essere destinate a sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, disabilità e sostegno al reddito. Una quota sarebbe inoltre indirizzata alla riduzione dell’Irpef.
Il comitato “1%equo”, presieduto da Riccardo Staglianò, riunisce oltre 30 tra economisti, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, giuristi, artisti ed esponenti del mondo culturale e dell’attivismo. Tra i primi firmatari figura Maurizio Acerbo, del Partito della Rifondazione Comunista.