La corsa della Pubblica amministrazione verso il riallineamento dei contratti entra nel vivo e a Cesenatico porta notizie incoraggianti per chi lavora nel Comune, nelle Unioni e negli enti territoriali. Il 4 novembre è attesa la certificazione della nuova rappresentatività sindacale: un passaggio tecnico ma decisivo per aprire la tornata 2025–2027, già finanziata e incardinata dalle regole fissate dal ministro per la Pa Paolo Zangrillo. La prospettiva di aprire subito il nuovo triennio può sbloccare i due tavoli ancora fermi sul 2022–2024, fra cui quello delle Funzioni locali che interessa da vicino il personale di Cesenatico.
Qui, lo stallo è dipeso finora dal “no” di Cgil e Uil, che giudicano insufficienti le risorse (circa +6% contro un’inflazione di oltre il 14% nel triennio). Ma l’avvio del negoziato 2025–2027 rende più concreta l’ipotesi di anticipare una quota dei fondi futuri, accorciando i tempi di recupero salariale.
Tradotto in busta paga, le simulazioni più accreditate indicano per i dipendenti di Regioni ed enti locali una una tantum di circa 2.500 euro per arretrati, con incrementi mensili attesi intorno ai 190 euro da quest’anno, 230 il prossimo e fino a 280 euro a regime dal 2027.
Sul tavolo c’è anche un fondo di perequazione per aiutare gli enti in difficoltà a rafforzare il salario accessorio. Se confermato in manovra, darebbe ulteriore benzina ai contratti. Per i lavoratori pubblici di Cesenatico, insomma, l’autunno può segnare una vera ripartenza.