Da Bruxelles scatta l’allarme sulla nuova tracciabilità digitale dei prodotti ittici. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR Stefano Cavedagna ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere una semplificazione degli obblighi previsti dalle norme UE che – avverte – “rischiano di trasformarsi in un ulteriore peso burocratico per pescatori, cooperative e operatori della filiera”.
“La tracciabilità è fondamentale per garantire qualità, trasparenza e legalità – sottolinea Cavedagna – ma così com’è applicata oggi rischia di soffocare le imprese della pesca. L’innovazione deve aiutare chi lavora, non costringerlo a passare più tempo davanti a moduli e piattaforme che in mare o nei mercati”.
Il tema riguarda da vicino anche la marineria di Cesenatico, una delle realtà più importanti della costa romagnola. Qui molte imprese della pesca si trovano già a fare i conti con costi crescenti, margini ridotti e adempimenti sempre più complessi. L’obbligo di raccogliere e trasmettere dati a ogni passaggio della filiera, spesso tramite sistemi digitali non interoperabili, rischia di moltiplicare inserimenti manuali, errori e ritardi.
Secondo Cavedagna, il principio della tracciabilità va difeso, ma deve essere applicato con buon senso. Per questo l’interrogazione chiede alla Commissione europea di intervenire su tre fronti: ridurre le duplicazioni burocratiche, prevedere regole proporzionate alla dimensione delle imprese e sviluppare strumenti digitali realmente accessibili e compatibili tra loro.
“Da Cesenatico a Rimini, da Goro a Comacchio – aggiunge l’eurodeputato – le nostre marinerie rappresentano un patrimonio economico, sociale e identitario. Non possiamo permettere che norme pensate per migliorare il sistema finiscano per penalizzare proprio le realtà più radicate nei territori”.
L’obiettivo, conclude Cavedagna, è accompagnare la transizione digitale senza gravare sulle imprese: “Le nuove tecnologie possono essere un alleato della pesca, ma solo se applicate in modo pragmatico e sostenibile”.