I disagi provocati alla città da “Il Pesce fa festa”, oltre ad aver sollevato parecchi malumori tra i cittadini, sono diventati materia di analisi politica. In particolare, la tanto discussa chiusura con 8 giorni d’anticipo del centro storico di Cesenatico per consentire il montaggio degli stand è stata al centro di un question-time presentato, martedi sera in consiglio comunale, dal capogruppo di Fratelli d’Italia Emilio Zarrelli: “Chiudere il cuore della città oltre una settimana prima – ha spiegato il consigliere di opposizione – è un errore che colpisce chi tiene in piedi il tessuto urbano nei mesi difficili”. Posti auto spazzati via “in poche ore”, restringimenti e deviazioni che “paralizzano le consegne e tagliano i flussi”. E soprattutto rifiuti come simbolo del “corto circuito”: “Bidoni chiusi da giorni col fil di ferro e nessuna alternativa. Che cosa deve fare la gente? E le attività con scarti quotidiani come garantiscono igiene e decoro?”.
L’evento “richiama pubblico e genera economia”, ha ricordato Zarrelli, ma l’impatto “è sproporzionato”, soprattutto perchè “ci sono aziende che questi lavori li farebbero in tre-quattro giorni”.
A rispondere alle incalzanti domande di Fratelli d’Italia è stato il sindaco Matteo Gozzoli che, dopo aver precisato “che non è il Comune di Cesenatico ad organizzare l’evento ma le associazioni di categorie e Mixer”, ha respinto l’accusa di improvvisazione ricostruendo il percorso: “Da anni incontriamo gli organizzatori e anche quest’anno, per tempo, abbiamo posto il tema viabilità”. Gli allestimenti, spiega il primo cittadino “richiedevano un periodo più lungo per essere pronti alle prime serate del 29 e 30, con due cene in programma”. Non si sono potute “compattare le tempistiche”, ma con le associazioni e il Comitato di Zona “si è lavorato su sensi unici in via Leonardo da Vinci e via Anita Garibaldi, i tratti più critici”.
Quanto ai disagi in piazza del Monte, “incidono anche problemi strutturali non legati solo ai giorni della festa”, ha ricordato il primo cittadino. In ogni caso – ha aggiunto – le ditte che montano “non sono incaricate dal Comune” e, secondo il cronoprogramma condiviso in sede di ordinanze, “hanno operato anche nel weekend, con pause limitate”.
Obiettivo, chiude Gozzoli, “tenere insieme sicurezza, logistica e riuscita dell’evento”. Resta però un clima nervoso: tra vetrine, bidoni e transenne, la città chiede che la prossima edizione arrivi pronta… ma senza settimane di cantiere.