22 Settembre, 2026 Cesenatico

Piano spiaggia, cosa farà il Comune di Cesenatico? 

La “spiaggia del futuro” è ancora un’incognita per molte località balneari ma, nei prossimi mesi, le amministrazioni comunali dovranno decidere se e quale strada percorrere. 

Un fatto però è certo: attraverso l’introduzione di un nuovo “Piano Spiaggia”, i sindaci delle località di mare avranno l’opportunità storica e irripetibile (almeno a stretto giro) di ripensare e progettare l’offerta turistica balneare.  

È quello che, ad esempio, ha fatto ad agosto l’amministrazione comunale di Rimini, approvando il piano dell’arenile: pur mantenendo lo stesso numero di concessioni (324 tra stabilimenti, bar, zone speciali) ha ridotto la superficie concessa ricavando in questo modo un aumento di spiagge libere del 37%. Ciò vuol dire che, dopo le aste previste entro il 30 settembre 2027, sull’arenile riminese la spiaggia libera passerà dall’attuale 8% all’11%. 

Un altro cambiamento introdotto è stata la riduzione del 10% delle superfici coperte. Un esempio di come la politica abbia la possibilità di ripensare questi spazi e aggiornare la fisionomia strutturale di spiagge concepite in un’altra epoca.

Tutto ciò, lo ribadiamo, è possibile perché la scadenza delle concessioni demaniali determinata dalla sentenza del Consiglio di Stato e l’obbligo poi recepito dal governo di indire le aste, ha azzerato tutto. 

Un’opportunità che garantisce ad ogni amministrazione comunale costiera, ovviamente se ritenuto necessario, di accorpare piccoli stabilimenti guadagnando cosi spazi per altri servizi; di ridurre fabbricati ormai in disuso come per esempio le cabine; di inserire o aumentare la quota di spiaggia libera là dove ritenuto necessario. Oppure, legittimamente, lasciare l’architettura della spiaggia così come concepita 50anni fa, ritenendo che vada bene così.

Riguardo alla spiaggia libera, l’attuale legislazione dell’Emilia-Romagna è chiara e pone il limite minimo al 20%, ma attenzione: questa percentuale non viene calcolata per i singoli Comuni, ma per l’intera costa regionale. Per cui, grazie alle aree protette della fascia a nord della riviera romagnola, la legge è ampiamente rispettata. Infatti, la quota di arenile gratuito dell’intera costa romagnola è del 30%. Questo grazie alle spiagge libere di Ravenna (62%) e Comacchio (33%) che compensano nel conteggio finale località balneari che, numeri alla mano, avrebbero quote di litorale libero più basse: come ad esempio Cervia (4%), Bellaria Igea Marina (3%), Rimini (8%), Riccione (12%), Cesenatico (14%) Gatteo (0,3%), Misano Adriatico (7%), San Mauro Mare (17%) Cattolica (12%).

La spiaggia libera, dal punto di vista turistico, completa la nostra offerta perché si rivolge ad una clientela, spesso straniera, che la predilige per diversi motivi. L’utilizzo poi di queste aree anche da parte delle amministrazioni comunali, per manifestazioni ed eventi, è un’opportunità già presente in molti paesi del mondo. Ma la scelta “se” e “come” disegnare la spiaggia del futuro, come giusto che sia, sarà puramente politica. I cittadini poi giudicheranno.

LaVoceRomagnola

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