7 Novembre, 2026 Cesenatico

PM2.5, in Emilia-Romagna aria più pulita nel 2025: calano gli inquinanti, resta il nodo del particolato secondario

Buone notizie sul fronte della qualità dell’aria in Emilia-Romagna. Nel 2025 prosegue infatti la diminuzione del PM2.5, una delle polveri sottili più dannose per la salute, insieme a molte delle sostanze chimiche che lo compongono. 

A certificarlo è il nuovo rapporto pubblicato da Arpae Emilia-Romagna il 28 aprile 2026, dedicato allo studio delle specie chimiche presenti in atmosfera.

Il PM2.5 è formato da particelle microscopiche con diametro inferiore a 2,5 micron, capaci di penetrare in profondità nei polmoni e nel sistema cardiovascolare. Per questo motivo il suo monitoraggio è considerato fondamentale per la tutela della salute pubblica.

Lo studio ha preso in esame quattro diverse aree della regione, scelte per rappresentare situazioni territoriali differenti: Bologna per l’area metropolitana centrale, Parma per la pianura occidentale, Rimini per la fascia costiera e Molinella come zona rurale.

Tra le sostanze analizzate figurano carbonio organico, carbonio elementare, ammonio, nitrato, solfato e levoglucosano. Quest’ultimo è particolarmente importante perché permette di individuare la combustione della legna e delle biomasse, spesso legata al riscaldamento domestico.

Secondo Arpae, il dato più incoraggiante riguarda il carbonio elementare, che mostra una riduzione significativa anche rispetto al peso totale del PM2.5. Si tratta di una sostanza prodotta direttamente dalla combustione incompleta di carburanti fossili e biomassa, e il suo calo indica un miglioramento reale delle emissioni.

Più complessa, invece, la situazione del particolato secondario, cioè quello che non viene emesso direttamente ma si forma nell’aria attraverso reazioni chimiche tra altri inquinanti. In particolare il nitrato registra una diminuzione limitata e mantiene un peso rilevante nella composizione del PM2.5.

Il rapporto conferma quindi due tendenze: da un lato l’aria regionale migliora progressivamente, dall’altro servono ulteriori interventi su traffico, riscaldamento e agricoltura per ridurre gli inquinanti che generano polveri sottili anche dopo essere stati emessi.

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