7 Novembre, 2026 Cesenatico

Polizia locale, via libera alla riforma: bodycam, più tutele e accesso alle banche dati

A quasi quarant’anni dalla legge quadro del 1986, la polizia locale si prepara a un cambiamento profondo. La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che punta a ridisegnare funzioni, organizzazione e tutele degli agenti municipali. Un intervento atteso da anni, che introduce strumenti nuovi e cerca di adeguare il ruolo delle polizie locali a compiti cresciuti nel tempo. Ma il debutto della riforma è accompagnato da una forte polemica politica e da interrogativi sulle risorse disponibili.

Le novità introdotte dal provvedimento sono numerose. Sul fronte delle tutele, viene previsto un rafforzamento delle coperture assistenziali, assicurative e infortunistiche, con maggiore attenzione anche alle malattie professionali e al rimborso delle spese di degenza. Confermata inoltre l’applicazione della disciplina sulle vittime del dovere agli agenti di polizia locale e ai loro familiari.

Tra i cambiamenti più rilevanti compare il patrocinio legale a carico del Comune: se un agente viene coinvolto in un procedimento giudiziario per fatti legati al servizio e all’uso della forza o delle armi, l’ente locale dovrà sostenere le spese della difesa. Una misura che rafforza le garanzie per chi opera sul territorio, ma che potrebbe tradursi in nuovi costi per le amministrazioni.

Sul piano operativo arrivano strumenti finora richiesti da tempo. Le bodycam entrano tra le dotazioni utilizzabili dagli agenti, mentre la polizia locale potrà accedere al Ced del Viminale, il Centro elaborazione dati interforze, oltre ai sistemi della Motorizzazione e del Pubblico registro automobilistico. Un passaggio che amplia le possibilità di controllo e verifica sul territorio.

Cambiano anche le modalità di selezione dei comandanti, con commissioni tecniche dedicate, e vengono introdotti nuovi criteri per concorsi e organizzazione degli organici.

Resta però aperto il problema delle risorse. Il fondo da 20 milioni annui destinato alla riforma non sarà disponibile nel 2026 perché utilizzato per altre misure di sicurezza urbana. E mentre aumentano compiti e responsabilità, il tema della carenza di personale continua a restare senza una risposta strutturale.

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