Il cantiere del ponte del Gatto è uno di quelli destinati a segnare un passaggio importante per Cesenatico: opera strategica, intervento necessario, lavori che – su questo – raccolgono, a parte i soliti contestatori, un consenso più o meno diffuso.
“Ben vengano”, ripetono in tanti, perché – al di là dei disagi contingenti – la città ha bisogno di infrastrutture solide e di scelte che guardino avanti. Eppure, accanto al sostegno, cresce una critica trasversale che riguarda non i tempi o l’utilità dell’intervento, quanto l’immagine con cui il cantiere si presenta nel cuore del paese.
La recinzione provvisoria, una lunga barriera di pannelli in compensato e truciolato, oggi domina la prospettiva del porto canale e dell’area più frequentata da residenti e visitatori. Un “muro” grezzo, uniforme, che per molti stona con il contesto: la passeggiata, le case affacciate sull’acqua, le barche storiche. E con l’arrivo della bella stagione il tema diventa ancora più sensibile: primavera ed estate porteranno qui un flusso continuo di persone e l’impatto visivo rischia di penalizzare non poco l’esperienza del centro.
Da qui la proposta, rilanciata da diversi cittadini: mantenere la necessaria sicurezza del cantiere, ma aggiungere attenzione all’estetica e al decoro. Come? Con una pellicola stampata o pannelli decorati che richiamino l’identità marinara della città: barche, reti, scorci del porto, le iconiche vele al terzo. Un intervento semplice, “scenografico” quanto basta, per trasformare una chiusura inevitabile in un elemento più armonico e meno invasivo.


