7 Novembre, 2026 Cesenatico

Ponte del Gatto: dieci mesi inevitabili (e le polemiche non accorciano i tempi)

Memore delle polemiche per il “tira e molla” sul ponte di viale Roma, la comunicazione del Comune, stavolta, è stata limpida: il cantiere per il Ponte del Gatto durerà dieci mesi. Facciamo due conti semplici: partenza a gennaio significa correre lungo tutto l’arco dell’anno: gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre. Anche ipotizzando un via con due mesi d’anticipo, avremmo comunque toccato agosto. Tradotto: la stagione estiva non si salvava in nessun caso. È una verità scomoda, ma negarla non cambia i fatti.

Qui entra in gioco la maturità di una comunità. Ci sono lavori che nessuno sceglie volentieri ma che diventano inevitabili quando la sicurezza, la funzionalità e il decoro urbano lo impongono. Il Ponte del Gatto va rifatto: non è un capriccio, è una necessità. La discussione può riguardare i dettagli, l’organizzazione del cantiere, i percorsi alternativi, ma non il principio. E se l’amministrazione “ne avrebbe fatto volentieri a meno”, non fatichiamo a crederlo: nessuno ama aprire cantieri lunghi e impopolari.

Sappiamo anche che, dopo le feste, ci aspetta un periodo di forte disagio. A cominciare dalla primavera 2026 con gli inevitabili rallentamenti; nei fine settimana le code saranno più frequenti; i grandi eventi chiederanno pazienza e pianificazione. È legittimo pretendere informazioni puntuali, segnaletica efficace, navette quando possibile e un dialogo costante con residenti e operatori economici. Ma è altrettanto doveroso evitare la deriva delle polemiche sterili: non aiutano chi lavora, non accorciano i tempi, non migliorano la qualità del progetto.

Guardiamo al risultato: un ponte più sicuro, più efficiente, più bello, capace di razionalizzare i sottoservizi e di restituire al canale una quinta urbana all’altezza di Cesenatico. Questo è l’orizzonte da tenere fisso mentre conviviamo con il cantiere.

La rotta, quindi, è duplice: responsabilità da parte di chi realizza l’opera (rispetto rigoroso del cronoprogramma e trasparenza sugli avanzamenti) e maturità da parte della città: collaborazione, pazienza, realismo. Facciamolo con un obiettivo concreto: arrivare alla prossima edizione di “Il Pesce fa Festa” con la città riaperta e un ponte nuovo, all’altezza della nostra storia. Fino ad allora, meno lamenti e più determinazione: non c’è alternativa migliore alla serietà.

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